Roma, 13 nov – “La macchina dei Patronati Acli all’estero per funzionare e avere sostenibilità” deve poter contare su fondi congrui “perché attualmente sta lavorando fuori giri: operiamo in 20 paesi, abbiamo 85 sedi riconosciute e 150 dipendenti, svolgiamo 250 mila pratiche annue” dati che segnalano “un crescita dell’attività che non si compensa con i costi che certe strutture devono affrontare per continuare il servizio”. Lo ha detto Paolo Ferri, direttore generale del Patronato Acli, nell’audizione presso il Comitato delle Questioni per gli Italiani all’estero in Senato.
(Sis)