A BOLOGNA LA BIENNALE DEI GIOVANI ARTISTI
L’Accademia di Belle Arti di Bologna organizza, fino al 19 dicembre, la Biennale dei giovani artisti italiani BG3, terza di una serie iniziata nel 2006, a cura dei critici Renato Barilli, Guido Bartorelli e Guido Molinari. I tre avevano già svolto nel 2011 una rassegna analoga denominata Officina Italia 2. Si è proceduto alla selezione di 29 giovani artisti, con età media sui trent’anni. a selezione è stata condotta in base a criteri che confermano quelli già seguiti nella precedente Officina, partendo dalla convinzione che viviamo in un periodo di fertile eclettismo o ibridazione in cui non prevale alcuna tendenza, ma tutte sono in gioco, poste tra loro in un equilibrio dinamico che i curatori amano definire con una nozione offerta dal filosofi francesi Gilles Deleuze e Félix Guattari, la nozione di plateau, ovvero di un altopiano in cui appunto le diverse tendenze si intrecciano, in una concordia discors. Ci sono esempi di pittura, ma nella versione dinamica del wall painting, ricorsi alla fotografia, alle installazioni, a materiali verbali o comunque di alta tensione concettuale. Dopo l’avvio bolognese, la mostra si sposterà a Rimini dal 10 gennaio all’8 marzo 2015. Gli artisti partecipanti sono: Sara Benaglia, Francesco Bertelé, Giulia Bonora, Bounty Killart, Chiara Camoni, Federica Delpiano, Niccolò Morgan Gandolfi, Gabriele Garavaglia, Nicola Genovese, Laura Giovannardi, Marco Gobbi, Roberta Grasso, Andrea Grotto, Federico Lanaro, Dario Lazzaretto, Gemis Luciani, Daniela Manzolli, Cristiano Menchini, Damiano Nava, Valerio Nicola, Simona Paladino, Emmanuele Panzarini, Fabrizio Prevedello, Roberto Pugliese, Alessandro Roma, Angelo Sarleti, Cristina Treppo, Adriano Valeri, Lucia Veronesi. La rassegna si avvale di un contributo dell’assessorato alla cultura della Regione Emilia Romagna. (PO / red)
SUZANNE LACY, MAESTRA DELLE PERFORMANCE FEMMINISTE
La mostra “Gender Agendas”, che si tiene fino al 6 gennaio al Museo Pecci di Milano, offre per la prima volta in Europa un’ampia presentazione delle opere di Suzanne Lacy, conosciuta come uno degli autori che fin dai primi anni Settanta, nella West Coast, hanno compiuto un lavoro cruciale mescolando l’arte emergente con l’impegno sociale. Esposti alcuni dei lavori in cui l’artista di Los Angeles ha toccato i temi cruciali per la condizione femminile. Tra questi Prostitution Notes, (1974), in cui svolgeva un’indagine sulle prostitute e sul loro sfruttamento in alcune aree di Los Angeles, con interviste nei bar e nei locali da loro frequentati. In Three Weeks in May (1977), l’artista, in accordo con la polizia di Los Angeles da cui riceveva informazioni riservate, indicava con la scritta rossa RAPE su una mappa della città i luoghi in cui avvenivano violenze sessuali contro le donne: la carta si arrossava giorno per giorno mostrando visivamente la drammaticità del problema. The Crystal Quilt (1985-1987) è forse l’opera più celebre, quella con cui la Tate Modern ha deciso di aprire il nuovo spazio The Tanks dedicato all’arte performativa nel 2012. Quest’ultima performance, rappresentata ora da un time-lapse di pochi minuti, si svolse nella hall di uno shopping mall a Minneapolis, coinvolgendo 460 donne di età superiore ai sessant’anni, sedute ai tavoli disposti secondo il disegno di una grande tovaglia realizzata da Miriam Shapiro che discutevano tra loro mescolando le proprie esperienze e i propri ricordi con analisi sociologiche sul mancato utilizzo delle potenzialità della vecchiaia. Ogni dieci minuti le donne erano invitate a cambiare la posizione delle loro mani sulla tavola, modificando così il disegno della grande tovaglia. Alla fine della performance anche l’audience entra sullo stage, scompone le forme geometriche dei tavoli, trasformando l’austero ordine in una forma caleidoscopica di colori. (PO / red)
A TORINO RIUNITE LE PRINCIPESSINE DI CASA SAVOIA
Per la prima volta i tre ritratti delle principessine di casa Savoia realizzati da Louis Michel van Loo nel 1733 vengono esposti a Torino, fino all’11 gennaio, presso il Museo Accorsi – Ometto. L’occasione nasce dal recente acquisto, da parte della Fondazione, del dipinto che raffigura Maria Luisa Gabriella. Figlia di Carlo Emanuele III di Savoia e di Polissena d’Assia, Maria Luisa Gabriella di Savoia nacque a Torino nel 1729. Venne inizialmente destinata a sposare il delfino di Francia Luigi, figlio di Luigi XV, ma le trattative matrimoniali non andarono a buon fine e la principessa entrò nel convento di Sant’Andrea di Chieri, dove morì nel 1767. Stando alla contabilità sabauda, lei e le sue sorelle, Maria Felicita Vittoria ed Eleonora Maria Teresa, furono ritratte nel 1733 dall’allora non ancor famoso, ma già abilissimo, Louis Michel van Loo. L’alta qualità pittorica e l’uso costante di colori luminosi e ben sfumati non lasciano dubbi che questo ritratto, insieme agli altri due, vada identificato proprio con quei dipinti., Louis Michel van Loo (Tolone, 1701 – Parigi, 1771) fu uno dei più famosi e richiesti ritrattisti del XVIII secolo. Nel 1733 giunse a Torino a alla corte dei Savoia ricevette l’incarico di ritrarre i quattro figli piccoli di Carlo Emanuele III di Savoia: Vittorio Amedeo, Maria Luisa Gabriella, Maria Felicita Vittoria ed Eleonora Maria Teresa. Il pittore realizzò i quadri, pagatigli il 4 gennaio 1734, poco prima di ritornare in Francia, dove sarebbe diventato il ritrattista ufficiale dei reali francesi e spagnoli. Dei ritratti sabaudi si perse ben presto memoria, al punto che per molto tempo si è pensato fossero andati perduti. Almeno fino a una recente asta, quando dei quattro documentati ne sono stati presentati tre. Di questi la Fondazione Accorsi-Ometto se ne è aggiudicato uno e, grazie alla disponibilità degli altri proprietari, è stato possibile esporli un’ultima volta insieme, all’interno del museo. (red)
ITALIA-LIBANO, PISTOLETTO INAUGURA MOSTRA A BEIRUT
Si intitola “In Beirut” l’antologica che Michelangelo Pistoletto inaugura oggi alla Beirut Exhibition Center della capitale libanese La mostra, allestita fino all’11 gennaio e con il patrocinio del ministro della Cultura Raymond Araigi, presenta una selezione di opere dell’81enne artista, tra i massimi esponenti della pop art e dell’arte povera in Italia. L’esposizione nasce dalla collaborazione tra Solidere, la Galerie Tanit di Monaco di Baviera, la Galleria Continua di San Gimignano e la Fondazione Pistoletto-Cittadellarte. (red)
ITALIA-USA, A NEW YORK LA “COSA NOSTRA” DI CATTELAN
Maurizio Cattelan torna a New York. Dopo la grande retrospettiva che il Guggenheim gli ha dedicato nel 2011, il provocatorio e ormai super-quotato artista è protagonista, fino al 10 gennaio della mostra “Cosa Nostra”. L’esposizione, curata dal collezionista e gallerista Adam Lindemann e organizzata dalle gallerie Venus Over Manhattan e Sotheby’s S|2), presenta una ventina di opere in vendita a prezzi che vanno dai 30mila ai 20 milioni di dollari. (red)