Un “modello italiano con caratteristiche globali”: è questo il modello a cui punta la Uim secondo il segretario generale Alberto Sera, intervenuto all’apertura dei lavori del quinto congresso Uim in corso a Roma. L’obiettivo, secondo Sera, è rendere i migranti “padroni della loro integrazione” perché “sempre più le vite dei singoli sono in cammino, la nostra associazione si rivolge a donne e uomini che camminano sulla curvatura dell’orizzonte”. “Se qualcuno ci chiedesse, dove eravate negli ultimi anni, rispondiamo ‘stavamo rivendicando le elezioni dei Comites’” dichiara Sera. “Chi doveva fare la riforma – aggiunge Sera – non l’ha fatta rimandando il rinnovo dei rappresentanti per ben sette anni: un record mondiale”. Oltre al rinnovo dei Comites, un altro punto fondamentale per la Uim è la lingua italiana, vero e proprio “strumento di rappresentanza sociale: è la quarta lingua più studiata al mondo”. “L’italiano – sottolinea Sera – deve essere tra le lingue che le persone nel mondo conoscono”. Questi sono i punti su cui il governo dovrebbe lavorare, investendo di più, secondo Sera, su tutto il settore dell’emigrazione: “Servono persone che sappiano comprendere e gestire i processi migratori: non è più come una volta che si svuotavano interi paesi – ricorda Sera -, le partenze ora sono individuali, quindi c’è bisogno di orientatori, di psicologi proprio perché ormai si parte da soli, ma anche di mediatori amministrativi per incanalare i giovani che si avviano al lavoro, perché non solo la nostra burocrazia è elefantiaca, anche in altri paesi la burocrazia è lenta e complicata, ma ci sono idee industriali e innovazione”. (Cle – 17 nov)