Roma, 31 ago – Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di sospensiva dell’assemblea dei soci Rai in programma i prossimi 10 e 11 settembre avanzata dal consigliere Angelo Maria Petroni. In quella data, infatti, l’assemblea sarà chiamata a decidere sulla revoca del suo incarico e sulla nomina di un nuovo amministratore,accogliendo così la richiesta presentata l’11 maggio scorso dal ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa. I giudici hanno lasciato però uno spiraglio a Petroni fissando un’udienza pubblica per la trattazione della causa nel merito il prossimo 8 novembre. Lo scorso 31 luglio era stato il Consiglio di Stato ad accogliere il ricorso del governo contro la sospensione delle procedure di revoca disposte in precedenza dallo stesso Tar del Lazio. Petroni aveva impugnato, con motivi aggiunti al suo ricorso originario, i provvedimenti con i quali il ministero dell’Economia diede nuovo impulso alla procedura per la revoca dal suo incarico. Il centrodestra contesta la decisione del Tar, al punto che Maurizio Gasparri, arriva a chiedere lo sciopero del canone in caso di sostituzione di Petroni. “Il Tar non autorizza affatto la sostituzione di Petroni – sottolinea l’ex ministro delle Comunicazioni – Si limita a non bloccare l’assemblea, ma, in precedenti pronunce, sulle quali tornerà a novembre, ha negato la possibilità di rimuovere Petroni”. Secondo Giorgio Lainati, capogruppo di Forza Italia in commissione di Vigilanza, “Prodi, Fassino, Rutelli, Veltroni e compagni stanno dimostrando che il loro obiettivo, come in ogni regime autoritario, è quello di avere il controllo assoluto della tv pubblica per eliminare anche i pochi spazi a disposizione dell’opposizione democratica avendo così carta bianca per raccontare agli italiani la balla che il governo Prodi non è il peggiore dal dopoguerra a oggi ma l’esatto contrario”. Gianfranco Rotondi, segretario della Democrazia cristiana per le Autonomie, dichiara: “Sulla Rai è in atto una vera e propria crociata da parte del centrosinistra. A qualcuno, però, è sfuggito che il Tar del Lazio non ha autorizzato la sostituzione del componente nominato dal precedente governo. Dunque, l’Assemblea non faccia nessun blitz e Petroni non si dimetta”. Se il centrodestra contesta la decisione di sfiduciare il proprio consigliere da parte di Padoa-Schioppa, la maggioranza chiede ora la sostituzione immediata. Giuseppe Giulietti, deputato Ds e portavoce di Articolo 21, afferma: “Continuiamo a pensare che il consigliere Petroni farebbe bene a rassegnare spontaneamente le dimissioni, evitando che la Rai sia trascinata in un lungo contenzioso causato dall’egoismo di pochi”. Secondo Roberto Cuillo, responsabile Informazione della Quercia, con la sentenza di oggi, “vincono la legalità e le istituzioni”. E mentre il senatore dell’Ulivo Esterino Montino chiede di annullare la convocazione delle riunioni della commissione di Vigilanza fissate per la prossima settimana, nelle quali il presidente Mario Landolfi avrebbe voluto audire il presidente della Rai Claudio Petruccioli e il ministro Padoa-Schioppa, Fabrizio Morri, capogruppo dell’Ulivo in commissione di Vigilanza, esulta: “Ora, attraverso una scelta di carattere professionale e non politica, il ministero dell’Economia può contribuire a restituire autonomia e normalità al governo della Rai, nell’esclusivo interesse dei cittadini che pagano il canone e vorrebbero una televisione migliore”. Marco Lion, dei Verdi, sottolinea: “La Rai vive una fase delicata, di transizione. Ha bisogno di vertici in grado di puntare sull’innovazione, sulla qualità, sulla valorizzazione delle risorse interne e sul pluralismo tematico e culturale, che, nonostante il cambio di governo, ancora non c’è”. E Gianni Montesano, responsabile Comunicazione del Pdci, aggiunge: “Berlusconi si metta l’animo in pace e lasci dimettere Petroni ponendo fine alla paralisi del consiglio d’amministrazione Rai”.