In un settore come quello dell’industria cantieristica “in cui in Europa ci deve essere un ulteriore consolidamento” e in cui “praticamente non abbiamo competitors”, quello di Fincantieri è un futuro che si preannuncia solido. E’ la previsione dell’amministratore delegato Giuseppe Bono, che in Senato spiega che in Europa ci deve essere un ulteriore consolidamento dell’industria cantieristica, ma in ogni caso saremo noi a consolidare e non ad essere consolidati” e che “se aiutati da un Sistema Paese in futuro più efficace ed efficiente, stiamo lavorando per una piena visibilità e utilizzazione dei cantieri fino al 2020”. Il gruppo italiano, spiega l’ad, ha “4 miliardi di euro di ricavi nel 2013 e un carico di lavoro di 9,5 miliardi di lavoro più una serie di trattative in corso, che speriamo di chiudere presto, del valore di 5,7 miliardi, dunque presto potremmo arrivare a 15 miliardi”, ha appena consegnato Royal Princess, “la prima nave da crociera realizzata con le nuove procedure e che abbiamo consegnato recentemente, pesa 141 tonnellate e consente in ogni caso, per qualsiasi evenienza, il ritorno in porto. Un caso Concordia con la Royal Princess non sarebbe mai accaduto”.
“PORTI ARRETRATI” Ma sconta l’arretratezza dei porti europei, in particolare del Mediterraneo: “Siamo leader mondiali nelle navi da crociera e ci occupiamo anche di navi militari, ma non abbiamo porti attrezzati e questi ci penalizza, viste le nuove norme europee. Nel Mediterraneo solo Barcellona è attrezzato con il gas, noi stiamo costruendo una nave con la doppia propulsione ma solo per il Canada”. Secondo Bono “l’Italia è un bacino naturale del Mediterraneo e dovrebbe essere la prima ad attrezzarsi, perché quando si parla di sviluppo, se non si individuano i settore che dovrebbero fate da traino è inutile fare gli investimenti”. L’estero rimane dunque il mercato più florido: “Fincantieri esporta il 76% della produzione. Il made in Italy che va in giro per il mondo non è soltanto il lusso, ma il saper fare. Fare una nave è la cosa più complessa al mondo, perché incorpora tutte le tecnologie”, spiega Bono. Che tornando sullo stato di salute dell’azienda, sottolinea che “il patrimonio netto di Fincantieri ammonta attualmente a 1,6 miliardi di euro. La crescita annua media è del 5% per i ricavi e 6% per la produttività. Il piano di esuberi che avevamo fatto è stato sistemato senza licenziare nessuno e anzi nel frattempo abbiamo fatto 340 assunzioni di cui 280 neolaureati”. (Sis – 18 nov)