(24 nov) Nella ricerca sulla fusione il nostro Paese gioca un ruolo di primo piano a livello mondiale, con rilevanti benefici in termini di innovazione, sviluppo e di ricadute economiche. Negli ultimi tre anni, le imprese italiane hanno vinto contratti per oltre 900 milioni di euro, quasi il 60% del valore delle commesse europee per la produzione della componentistica ad alta tecnologia relativa al progetto internazionale di ricerca sulla fusione Iter, coordinato per l’Italia da Enea nei laboratori del Centro di Frascati. È quanto è emerso in occasione del seminario “Iter, la via verso la competitività globale attraverso la fusione Europea”, organizzato oggi a Milano da Enea in collaborazione con Confindustria Lombardia per fare il punto sui progressi della ricerca nella fusione e rafforzare l’importanza del trasferimento tecnologico alle imprese per lo sviluppo e la competitività del Sistema Italia. Al seminario, promosso nell’ambito degli eventi del Semestre di Presidenza Ue, hanno partecipato alcuni dei maggiori esponenti della ricerca sulla fusione, fra i quali Jerome Pamela, direttore di Iter France e Aldo Pizzuto, responsabile Unità tecnica fusione dell’Enea, e delle imprese coinvolte, quali Marianna Ginola di Simic, Roberto Adinolfi di Ansaldo Nucleare, Vincenzo Giori di Asg Superconductors e Markus Kind di R-Kind (Germania). Sono oltre 500 le industrie italiane che guardano con interesse a questa impresa. L’Ansaldo Nucleare (di Genova), l’Asg superconductors (di Genova), la Simic (di Cuneo) e la Walter Tosto (di Chieti), la Mangiarotti (di Sedegliano) sono alcune fra imprese di grandi dimensioni che si sono aggiudicate gare per centinaia di milioni di euro per la costruzione della camera da vuoto, il cuore del progetto Iter, e di altri importanti componenti, come le bobine superconduttrici e i divertori. Ma anche altre imprese di dimensioni più piccole sono riuscite ad aggiudicarsi gare per alcune per decine di milioni di euro, come la Tratos (di Arezzo), la Ocem (di Bologna), la Criotec (di Chivasso), la Delta-Ti Impianti (di Rivoli), la Zanon (di Schio), la Cecom (di Roma) e l’Angelantoni Test Technologies (di Perugia). (Red)