Coverciano, 4 set – Si è svolto al chiuso della palestra del centro tecnico di Coverciano il primo allenamento della Nazionale in vista del doppio impegno di qualificazione a Euro 2008 contro Francia e Ucraina l’8 e 12 settembre. Il violento nubifragio abbattutosi in mattinata su Firenze ha infatti convinto il ct Roberto Donadoni a disertare il campo da gioco. I giocatori di Milan e Fiorentina, reduci dalla sfida di ieri sera a San Siro, hanno svolto un lavoro differenziato insieme anche ad Alex Del Piero, che in giornata era volato a Montecarlo per ritirare il Golden Foot 2007, e a Luca Toni, alle prese con un infortunio muscolare. Dopo l’allenamento, gli azzurri hanno ricevuto la visita del presidente della Federcalcio Giancarlo Abete. Il dirigente federale è ovviamente intervenuto sulla questione Domenech, cui proprio oggi l’Uefa ha confermato la squalifica per le dichiarazioni di qualche tempo circa presunti arbitri “comprati” dalla nostra Under 21. “Io non ho problemi a stringere la mano a Domenech – ha detto Abete -, sono abituato a fare dei distinguo fra cortesia e valutazioni critiche riguardo a frasi che, comunque, non andavano dette, come sottolineato anche dalla Uefa e dalla Federazione francese. La nostra Federazione deve sempre avere un approccio equilibrato ai problemi. Noi diamo rispetto a tutte le Federazioni e pretendiamo altrettanto rispetto. Ora, comunque,aspettiamo la decisione della Corte d’Appello a proposito del ct francese”. Circa l’aspetto più propriamente sportivo della sfida con la Francia, il presidente della Figc ha dichiarato: “Sono molto fiducioso, ho visto i giocatori determinati, al di là delle assenze. Auspico una rivincita del ko subito allo Stade de France. Ricordiamoci, comunque, che questa partita, per quanto carica di grandi aspettative, resta una delle tappe di un campionato che dura ben dodici gare. Dopo le prime 7 partite, in ogni caso, possiamo dire di essere sulla strada giusta. Le prime due gare non sono state positive, ma poi abbiamo ottenuto 5 vittorie consecutive. Il nostro obiettivo è arrivare tra le prime due e ottenere la qualificazione”. Per quanto riguarda il tormentone Totti, invece, Abete ha preferito tagliar corto: “Abbiamo seguito un percorso ben preciso – ha detto -, c’è chi lo ha fatto, chi se ne è distaccato. E comunque adesso bisogna solo pensare alle prossime sfide contro Francia ed Ucraina, giocheremo fra quattro giorni, non mi pare ci sia spazio per riflessioni di altro tipo”. Anche Roberto Donadoni ha detto oggi la sua sulla questione Domenech cercando di raffreddare gli animi: “Se lo incontrassi gli stringerei volentieri la mano – ha detto il ct azzurro, confermando quanto detto da Abete -. Fosse per me, Domenech dovrebbe andare in panchina senza nessun problema, anche se non mi voglio sostituire a chi deve decidere queste cose. Comunque a volte si dice che dall’alto la partita si veda meglio e c’è chi ha dei collaboratori in tribuna per segnalare le cose. Ma per me stare in panchina è fondamentale”. Quanto alla partita, Donadoni ha negato di sentirsi sotto esame: “Io non mi sento sotto esame. Faccio semplicemente l’allenatore della nazionale, e se questo vuol dire esserlo, allora diciamo anche che è così. Io però tendo ad escluderlo, perché non mi è di nessun vantaggio. E comunque c’è già chi è deputato a valutare certe cose”. Fra gli azzurri, oggi hanno parlato anche Giorgio Chiellini e Christian Panucci. Il bianconero, a segno domenica contro il Cagliari, ha lanciato la sua sfida ai cugini d’oltralpe: “Credo che la Francia abbia paura di noi – ha detto – e sarebbe strano il contrario. Sarà una gran bella guerra sportiva, comunque”. Il difensore juventino ha inoltre dichiarato: “Io non avrei problemi a giocare centrale contro la Francia. Già in allenamento ho marcato Trezeguet e so quanto è difficile non farlo segnare”. Quanto a Panucci, per il difensore romanista questa convocazione rappresenta un ritorno in azzurro dopo tre anni, dopo che i rapporti non idilliaci con Marcello Lippi avevano allontanato il giocatore dal giro della Nazionale. “Non mi fa rabbia non aver partecipato al gruppo mondiale – ha detto – sono contento per i miei compagni, non ho nessun rimpianto, voglio arricchire il futuro di questa nazionale. Ho entusiasmo, tornare in nazionale a 34 anni mi riempie d’orgoglio e spero di poter dare una mano a questo gruppo nelle prossime due partite, per un minuto o per 180. Quando il mister, o Roberto come lo chiamo alcune volte, mi ha chiamato, comunque, ho provato un brivido. In ogni caso non provo rancore nei confronti di nessuno né rimpiango quel che ho fatto e detto in passato. A Lippi faccio i complimenti per il Mondiale vinto, per il resto può starci che fra due persone ci sia antipatia”.