26 nov) Chi dice Masbedo dice Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni: il primo è milanese, il secondo spezzino. Sono una coppia di giovani videoartisti che vive e lavora tra Milano e Berlino. Attivi nel campo della performance dal 2009, i Masbedo sono i registi del lungometraggio “The Lack” che è stato selezionato per rappresentare l’Italia nei principali festival europei. Il film, frutto del connubio tra la video-arte dei Masbedo e il linguaggio cinematografico è stato proiettato alla 71esima Mostra del Cinema di Venezia: porta in scena il vissuto di sei personaggi femminili, immersi in una natura sublime e primitiva, che affrontano un viaggio nella loro interiorità vivendo il distacco, l’abbandono e riscoprendo il coraggio di ricomporre i pezzi della propria vita per colmarne il senso di vuoto. La pellicola – che ha fatto già tappa a Copenhagen e Budapest – è stata selezionata per la rassegna “Appuntamento con il cinema italiano” ad Istanbul dal 29 novembre al 4 dicembre, per la “Mostra de cinema Italia de Barcelona” (che propone titoli selezionati ai Festival di Cannes, Locarno, Venezia, Toronto e Londra )dal 12 al 18 dicembre, per il Mittelcinemafest Bratislava dall’1 al 6 dicembre e, infine, per “Cinema Made in Italy London” in programma dal 5 al 9 marzo del prossimo anno. “Spero che The Lack sia un contributo che serva da stimolo a non arenarsi su logiche produttive cinematografiche classiche – dichiara Beatrice Bulgari, produttore del film – Si può e si deve sperimentare attraverso nuovi linguaggi dando la possibilità ad un artista/regista di restare tale. Artigiano della propria opera. Moltissimi i festival internazionali a cui The Lack è stato invitato a partecipare. Qualcosa si muove. Le donne di The Lack rappresentano l’umanità intera. Sono portatrici della forza d’animo e coraggio nell’affrontare la mancanza interire che è in ogni essere umano”. “The Lack è nato – spiega il duo Masbedo, composto da Nicolò Massazza e Jacopo Bedogni – da un sodalizio che ci ha coinvolti in un’avventura artistica entusiasmante che ci ha dato la possibilità di sperimentare oltre la esperienza videoartistica”. (PO / Gil)