(26 nov) Continua a Vienna il viaggio attraverso le scoperte e i nuovi studi del panorama archeologico italiano. Martedì 9 dicembre alle 18 presso l’Institut für Klassische Archäologie der Universität Wien è, infatti, in programma il terzo appuntamento del ciclo di conferenze dedicate all’archeologia italiana. Organizzato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura della città il convegno (che si terrà in lingua tedesca con presentazione in PowerPoint) ha per titolo “The city of Venus. New Epigraphic and Archaeological Approaches to Studying Prostitution in Ancient Pompeii”. Uno studio, in sostanza, sulla prostituzione nell’antica Pompei. Le testimonianze artistiche giunte fino ai nostri giorni mostrano, infatti, immagini (spesso esplicite, a volte più discrete) impregnate di sensualità. Sono immagini che dimostrano che una grande libertà erotica caratterizzava la città romana. Numerosi scavi – iniziati nel 18esimo secolo – hanno portato alla luce affreschi, statue, coppe, bassorilievi e iscrizioni murali in cui non solo emerge un’intensa sessualità ma anche un forte simbolismo legato alla fertilità. Si ritiene che molte delle immagini oggi portate alla luce fossero veri e propri veicoli promozionali delle attività erotiche a pagamento, all’epoca largamente diffuse. Protagonista del seminario a Vienna, sarà Antonio Varone del ministero dei Beni e della Attività culturali che terrà un relazione sulla prostituzione professionale a Pompei (“Im Rotlicht-Milieu von Pompei. Der Herr Castrensis und die berufsmässige Prostitution in Pompei” è il suo intervento). A gennaio (il 13), invece, ospite dell’Istituto austriaco sarà la professoressa Luisa Melillo che dirige il laboratorio di conservazione e restauro del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Melillo interverrà sul tema “Il Gran Musaico Pompeiano dalla Casa del Fauno di Pompei. Le vicende conservative, gli intrighi di Corte, il trasferimento presso il Real Museo di Napoli, la collocazione definitiva”. (Gil)