Si sta lentamente smaltendo lo stock dei decreti necessari perché possano entrare in vigore le leggi volute dai Governi Monti e Letta. Erano 889 quando Renzi si è insediato, sono 410 oggi. Ha dunque trovato attuazione il 70% dei provvedimenti varati da Monti e il 51% di quelli voluti da Letta. Viene da questo recente passato anche un’ importante riforma che sarà in vigore dal primo gennaio. E’ la riforma dell’Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), uno strumento di grandissima importanza per le politiche sociali, perché serve a misurare la condizione economica di chi chiede esenzioni o agevolazioni, come lo sconto sulla mensa dei figli, sul trasporto pubblico, sulle tasse universitarie, sulle bollette. E’ quindi fondamentale, per ragioni di equità, che questa misurazione sia rigorosa.
Grazie soprattutto a Maria Cecilia Guerra, l’economista che come sottosegretario e viceministro ha disegnato il nuovo indicatore, d’ora in poi si potrà valutare la condizione economica non del singolo individuo ma del nucleo familiare a cui appartiene, e si terrà conto non solo del reddito ma anche del patrimonio. Riducendo così gli effetti dell’evasione fiscale. L’Isee sposterà risorse a favore delle famiglie più numerose, di quelle più povere e dei disabili.
Dato che circa un quarto delle dichiarazioni dei redditi risultano mendaci e solo il 20% di chi chiede una prestazione assistenziale dichiara di possedere un conto corrente o un deposito, il nuovo indicatore prevede finalmente controlli specifici, utilizzando le nuove banche dati a disposizione dell’amministrazione finanziaria. E poiché una pratica molto diffusa consiste nello svuotare i conti correnti al 31 dicembre (che è la data presa a riferimento per il calcolo delle consistenze da dichiarare a fini Isee), per poi ricostruirli il primo gennaio, d’ora in poi al cittadino verrà invece chiesto di indicare il valore della giacenza media annua del deposito o del conto corrente.
Un po’ d’aria pulita si può far circolare anche per legge. (3 – dic)