Ogni anno il comune di Roma spende trenta milioni per pagare il residence a famiglie che stanno lì da decenni, a prezzi 3 o 4 volte superiori a quelli di mercato. Non c’è bisogno di pensar male per capire che, come minimo, si stanno regalando soldi ai proprietari degli immobili e che buona parte di questi soldi rientrano a chi garantisce l’affare. Così scrive Umberto Croppi, uno che non parla per sentito dire essendo stato per alcuni anni assessore nell’amministrazione Alemanno, da cui fu infine allontanato perché non manovrabile.
Chi amministra – aggiunge Croppi intervistato da inpiu.net – si deve accorgere che se si spendono 24 milioni per i campi Rom e a questi campi non arriva un solo euro c’è qualcosa che non va. E qualcosa non va se le 42 farmacie comunali, invece che fare profitti come tutte le farmacie del mondo, perdono ogni anno molti milioni.
Il Campidoglio è di fatto una grande holding industriale che controlla una ventina tra Spa ed Srl, è presente nei consigli d’amministrazione di 87 partecipate, aziende speciali e fondazioni, si occupa di trasporti e ambiente, energia e assicurazioni, acqua e latte, musica e turismo per un fatturato complessivo che raggiunge i 7 miliardi e con un organico di 37 mila dipendenti.
Ma soprattutto è una holding dalla quale dipende la qualità della vita di alcuni milioni di cittadini.
Quando, disgustati, questi ultimi avranno smesso di votare e persino di protestare, il potere passerà definitivamente ai referenti di quelle decine di migliaia di persone che il loro voto invece lo vendono. E il cerchio si sarà chiuso. (5 dic)