Roma, 12 dic – Ha aperto con la lettura di un racconto sulla lingua madre della scrittrice somala Igiaba Scego la seconda giornata di lavori del convegno – incontro su “La lingua italiana sulla frontiera” dal titolo: “Italiano, ponte tra le culture nel Mediterraneo” organizzata alla Rai dalla responsabile della Comunità italofona, Loredana Cordero. Un racconto su ciò che la lingua della madre può trasmettere ai figli: “Sensazioni, amore, identità: aver scoperto il Mediterraneo come possibile nuova identità ha aperto per lei delle strade ideali nuove”.
“Tante le persone che stanno morendo nel Mediterraneo e – dice la Scego – forse le lingue possono iniziare da li a far vivere l’identità del Mediterraneo”.
La scrittrice racconta poi che “alcuni giovani somali sparsi in tutto il mondo, hanno da poco creato un gruppo su Facebook e hanno deciso di utilizzare l’italiano quale lingua di confronto, si sono ritrovati uniti grazie all’italiano”. Spiega poi che “È stata una scoperta, piacevole, capire che questa lingua ancora unisce. Dalla colonizzazione, periodo non positivo, l’Italia ha avuto comunque un ruolo importante nella scolarizzazione della Somalia creando un’area linguistica che ha formato alcune generazioni”.
“Oggi invece – sottolinea la Scego – in Somalia si parla più turco che italiano. Un peccato perché in 20 anni di guerra civile l’italiano si è perso e il turco si è affermato”. “L’Italia non dovrebbe perdere questo patrimonio”. (PO / Sab)