Roma, 9 set – Zaino in spalla, si ricomincia. A partire da domani, fino al 18 settembre, a seconda dei calendari regionali, suonerà la prima campanella nelle scuole di 7.040 comuni d’Italia. Nove milioni di bambini e adolescenti tra i tre e i diciannove anni affolleranno i corridoi degli istituti armati di libri e astucci. E non saranno i soli: sveglia mattutina anche per 720.000 insegnanti. E quest’anno la scuola si colora di esotico: 501.494 saranno gli iscritti con cittadinanza non italiana, circa il 5,6 per cento del totale. Di questi, il maggior numero si concentra alle elementari, e in particolare nella provincia di Modena e nel comune di Milano. Alle scuole elementari anche la maggiore concentrazione di studenti disabili: 59 mila su un totale di 158 mila. Sono in tutto 7 milioni e 200 mila gli alunni che diranno addio all’estate in 42 mila scuole statali, e 15 mila gli studenti che hanno scelto gli istituti privati. L’oscar della scuola superiore più frequentata è degli istituti tecnici, che contano 878 mila iscritti. Maglia nera, invece, per i licei artistici, con 42 mila alunni, mentre vanno meglio i licei scientifici, con 598 mila frequentanti, e i professionali, che ne contano 543 mila. Scelgono di studiare il greco antico 281 mila ragazzi, e soltanto 201 mila optano per l’istituto magistrale. Con l’anno 2007-2008, inoltre, inizia la sperimentazione elaborata dal ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, che, abbandonate le tre i “berlusconiane” – impresa, informatica, inglese – sterza nuovamente verso la scuola tradizionale: tabelline, geografia, storia e insegnamento dell’italiano. Seconda novità: a scuola fino a 16 anni. Un regolamento sull’obbligo scolastico, definito da Fioroni “un’opportunità in più, non una libertà in meno”, innalza infatti l’età dell’obbligo di istruzione per incitare i ragazzi a non abbandonare preventivamente gli studi. Un decreto firmato dal ministro lo scorso 4 luglio ha inoltre dato il via all’assunzione di 60.000 precari nel sistema scolastico, di cui 50.000 docenti e 10.000 Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi). Ma, ancor prima dell’apertura dei portoni delle scuole, i problemi sono già iniziati: primo tra tutti, quello della “fuga di maestre”: le scuole medie e superiori sono ancora in cerca di docenti che occupino ruoli centrali – matematica, storia, lettere – e le direzioni didattiche si mobilitano per cercare di sopperire all’assenza delle neoimmesse in ruolo che, causa gravidanza o imprevisti dell’ultimo minuto, non presteranno servizio. Le assenti potranno essere sostituite soltanto dopo la pubblicazione delle nuove graduatorie d’istituto. Un secondo problema, quello del caro-libri: le famiglie italiane quest’anno dovranno pagare dal 3 al 10 per cento in più degli anni scorsi per riempire gli zaini dei figli.