Roma, 10 set – Dopo i primi imbarazzi della politica seguiti al successo del V-Day organizzato da Beppe Grillo, è Fausto Bertinotti a intervenire individuando nel comico genovese il portavoce di un disagio che va oltre i motivi dell’iniziativa culminata sabato pomeriggio a Bologna. “Una vecchia regola della politica è che i vuoti si riempiono – spiega il presidente della Camera – Certo, non sempre i materiali che riempiono il vuoto sono eccellenti, ma non possiamo prendercela con chi li riempie”. Secondo Bertinotti, “non ci possono essere soluzioni al di fuori della politica ma non possiamo cadere nella vecchia questione del dito e della luna. D’altra parte il protagonismo dei comici in politica non è un caso senza precedenti, ne ha parecchi in Europa”. L’ex segretario di Rifondazione comunista invita a non sottovalutare la mobilitazione del popolo di Grillo: “Non possiamo ridurre l’evento al dito ma è evidente che la luna è altrove, è nella condizione di crisi sociale del Paese e dell’Europa e nella mancanza di risposte convincenti da parte della politica”. Dal mondo dello spettacolo, secondo il presidente della Camera, “vengono anche supplenze generose e stimolanti” che, tuttavia, “da sole non possono supplire ai compiti della politica”. “Se il lavoro nella società contemporanea viene degradato e la politica non dà risposte – ha concluso Bertinotti – su di essa cadono addosso fattori di complemento della crisi stessa”. Dopo qualche imbarazzo iniziale, anche la maggioranza ulivista si scioglie di fronte all’attacco di Grillo. “La grande partecipazione di massa alla manifestazione è un segnale che va raccolto”, dice Marina Sereni, vicecapogruppo dell’Ulivo alla Camera. “La ricetta – spiega – può essere discutibile, ma la manifestazione dimostra che c’è una grande domanda di rinnovamento politico, a cui dobbiamo rispondere”. Anche Rosy Bindi è d’accordo: “C’è una domanda di cambiamento della politica, che deve essere interpretata e alla quale la politica deve rispondere perché se tutto ciò si trasformasse in una ribellione forte e diventasse davvero antipolitico, forse ci sarebbe anche qualche rischio per la qualità della nostra democrazia”. Non si placano però le polemiche per gli insulti rivolti a Marco Biagi durante la manifestazione che hanno sollevato le critiche del centrodestra con il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini che ha parlato di “vergogna” rivolgendosi anche ai politici che hanno aderito all’iniziativa. Tra questi c’è il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, secondo il quale la polemica su Biagi nasce da “un’informazione criminale”. Secondo il leader di Italia dei valori, se ci sono state, le proteste sono arrivate “non dal palco”, ma da qualcuno “avrà detto qualche parola di troppo, fuori luogo, sconsiderata” nell’ambito di “una grande manifestazione di libertà e responsabilità collettiva”. Su questo punto è intervenuto sul suo blog anche Beppe Grillo: “Non è stata offesa la memoria di nessuno”. “Gli intellettuali con il cuore a sinistra e il portafoglio a destra – ha aggiunto – hanno evocato il qualunquismo, il populismo, la demagogia”.