FRASSICA, UN’AUTOBIOGRAFIA 70% VERA 80% FALSA
Roma, 19 dic – “Erano già le 7 e mezzo quella mattina dell’11 dicembre, e i miei genitori erano ancora indecisi se farmi nascere in casa o in ospedale. Mio padre preferiva che io nascessi in casa. Mia madre no: c’era troppo disordine, panni da stirare, i letti disfatti, in cucina c’era puzza di pesce fritto della sera prima. Fecero testa o croce con le mille di lire di carta. Lanciarono i soldi in aria, volarono e non li trovarono più”. Il libro di Nino Frassica “La mia autobiografia (70% vera 80% falsa)” – pubblicato da Mondadori Electa (16.90 euro, 190 pagine) – è un distillato di pura comicità, fatta di paradossi linguistici e trovate geniali. (red)
BARBARA POZZO E LE SUE 24 MEDITAZIONI SULLA GIOIA
Il libro “La vita che sei. 24 meditazioni sulla gioia” (Bur Rizzoli, 15,99 euro, 208 pagine) di Barbara Pozzo è giunto alla sesta ristampa in tre mesi, confermandosi ancora tra i bestseller di Amazon nella categoria “Meditazione e focalizzazione”. L’autrice incontrerà per la prima volta dal vivo i suoi fan, gli utenti del suo sito www.somebliss.com e coloro che hanno acquistato il suo libro il 29 gennaio a Milano presso la Mondadori Multicenter di Piazza Duomo 1, alle 18.30. Il libro “La vita che sei” è frutto dei suoi 30 anni di esperienza come terapista corporea. Non è un manuale su come raggiungere la felicità né un elenco di esercizi da seguire o una lista di buoni consigli da mettere in pratica. È una proposta di meditazione, intesa come spunto su cui fermare l’attenzione. “Questo libro nasce dall’intenzione di ‘restituire’ tutto quello che ho imparato in trent’anni di lavoro come terapista e di pratica personale” racconta l’autrice. Il libro si rivolge al lettore con affetto, condivisione e comprensione, ma allo stesso tempo senza mediazioni. Non predica, non spiega, non vuole convincere, né tantomeno dare consigli o indicare pratiche da compiere. È un libro confortante e positivo, che nasce da una profonda convinzione: l’Universo, per quanto immenso e misterioso, ama ogni persona singolarmente. (PO / red)
“DIVENTA UN PIONIERE”, MANUALE PER CHI VUOLE CAMBIARE VITA
“Non avevo nulla a cui appigliarmi: niente strumenti, niente riferimenti, niente mappe, pochi consigli, tutti sbagliati. Avevo invece tante prove da superare, ma per fortuna ne ignoravo la difficoltà”. È l’essenza di “Diventa un pioniere” di Luca Panzarella: un manuale d’uso per chi vuole “partire leggero” e raggiungere un obiettivo. Questo ebook (disponibile anche in formato cartaceo) ha una importante ambizione: aprire la mente a chi lo legge. Dopo il successo di “Vivere Freelance”, “Il lavoro è finito” e “Reinventarsi”, Panzarella ritorna ad entusiasmare la “e-letteratura” con il suo approccio decisamente singolare. Prima spinge il lettore ad analizzare le proprie paure e i propri obiettivi. Poi lo esorta alla prova di coraggio. L’autore, in sostanza, prende per mano il lettore capitolo dopo capitolo, lo mette a tu per tu con i suoi timori, le sue speranze, la sua voglia di fare realmente la differenza nel mondo. Dopo questa autoanalisi, il lettore prenderà una decisione: rimanere “Apprendista” o diventare un “Pioniere”. Panzarella è nato a Palermo, 32 anni fa. Ha vissuto a Roma, Londra, San Francisco, Melbourne e Milano. Laureato in tecnica pubblicitaria, ha lavorato come web designer freelance. Ha diretto un’agenzia creativa e lanciato diverse start up sul web. (red)
ELISABETTA VILLAGGIO RACCONTA GLI ULTIMI GIORNI DI MARILYN
E’ disponibile in tutte le librerie online “Marilyn, gli ultimi tre giorni” (Kymaera Edizioni): uno sguardo dedicato agli ultimi, controversi, giorni di vita di Marilyn Monroe, firmato da Elisabetta Villaggio, sceneggiatrice, regista e insegnante. Tratto dall’omonimo spettacolo teatrale, “Marilyn, gli ultimi tre giorni” ci mostra una versione diversa da quella ufficiale degli ultimi istanti di vita della famosa sex symbol americana. Era la notte tra il 4 e 5 agosto 1962 quando Marilyn Monroe esalava il suo ultimo respiro. La causa ufficiale: suicidio da overdose di barbiturici. Ma le domande (e le non risposte) sono troppe. Nella breve vita di Marilyn Monroe si sono intrecciati amori, passioni, lavoro, politica e carriera. Intrecci che forse ne hanno anche tragicamente deciso la fine. Elisabetta Villaggio, autrice di quest’opera e figlia del grande Paolo, spiega così la scelta del soggetto: “È una donna che mi ha sempre affascinato. Nata povera, senza aver mai conosciuto il padre, con una madre con problemi mentali che finirà in manicomio. Marilyn è cresciuta tra orfanotrofi e famiglie adottive, eppure ha sempre lottato con tenacia per migliorare la sua vita, per scegliere. Questa sua tenacia, questa voglia di non arrendersi mi hanno conquistata”. (PO /red)
DARIO ARGENTO TRA LE LOCATION DEI FILM
L’Università eCampus ha ospitato nei giorni scorsi Dario Argento in occasione della presentazione del libro di Mauro D’Avino e Lorenzo Rumori “Dario Argento, si gira!” (Gremese Editore, 19 euro) e che vede la gentile partecipazione dello stesso regista. Il volume rappresenta un affascinante itinerario alla scoperta dei luoghi che hanno reso celebre nel mondo l’opera del “maestro del brivido” e sono stati a loro volta resi celebri dai suoi film. Roma e Torino costituiscono il set privilegiato, ma non mancano le trasferte oltre confine e addirittura oltreoceano. Ciò che viene narrato, tuttavia, non sempre corrisponde all’effettiva realtà delle location. La splendida “Tanz Akademie” di Friburgo, coloratissima cornice art-déco alle torbide vicende di Suspiria (1977), ad esempio si trova nella Capitale. Non potendo utilizzare l’originale edificio tedesco “ispiratore”, la scuola fu infatti riplasmata all’interno degli Studi De Paolis in via Tiburtina. Stesso destino toccò alla sulfurea dimora di Mater Tenebrarum in Inferno (1980), ricostruita nei minimi dettagli sulla base di un palazzo di Harlem, “The Castle”, all’epoca abbandonato. Anche la galleria d’arte dove si svolge la scena clou de “L’uccello dalle piume di cristallo” (1970) venne realizzata ai De Paolis, mentre l’Istituto Terzi de “Il Gatto a nove code” (1971) è un singolare mix tra la Galleria d’Arte Moderna di Torino (esterni) e il ministero dei Trasporti all’Eur. Il celebre quartiere capitolino, peraltro, farà nuovamente la sua comparsa in “Quattro Mosche di velluto grigio” (1971) per poi diventare protagonista assoluto, con i suoi spazi sconfinati e la sua gelida fermezza, del violento Tenebre (1982). È la Svizzera, invece, a giocare un ruolo di prim’ordine in Phenomena (1985), la “fiaba nera” che ruota attorno al rigido pensionato femminile Richard Wagner, sintesi di ben quattro diverse ambientazioni, e a uno spietato serial killer di adolescenti. E come dimenticare Opera (1987)? Argento pensò addirittura alla Scala di Milano, ma la mancanza di permessi lo costrinse a “ripiegare” sull’altrettanto maestoso Teatro Regio di Parma. Infine, gli appassionati saranno felici di ritrovare la “villa del bambino urlante” di Profondo Rosso (1975): Villa Scott, a Torino, progettata da Pietro Fenoglio nel lontano 1902. (red)