Parigi, 11 set – “La Shoah? E’ pornografia della memoria”. Questa frase è costata all’attore comico francese Dieudonné M’bala M’bala la condanna a un’ammenda di 7mila euro. La sentenza è stata pronunciata oggi dal tribunale di Parigi che ha ritenuto il comico, uno dei più conosciuti e al tempo stesso più controversi di tutta la Francia, colpevole di “diffamazione pubblica di stampo razzista”. Dieudonné, di padre camerunense e madre bretone, molto noto soprattutto negli ambienti popolari e nelle colonie ed ex colonie, aveva pronunciato la frase nel febbraio del 2005 in un feroce “j’accuse” rivolto alla comunità sionista durante una conferenza stampa di presentazione di un suo spettacolo: l’umorista in particolare se l’era presa contro “le lobby sioniste che coltivano l’unicità della sofferenza” e le altre autorità sioniste che “con i soldi pubblici hanno dichiarato guerra al mondo dei neri e cercano di confiscare la creatività culturale”. Nel definire la Shoah “pornografia della memoria” Dieudonné ha precisato, in un secondo momento, di voler solo denunciare la “strumentalizzazione che viene fatta della Shoah”. Un chiarimento che non gli è valso però l’assoluzione. Non è comunque la prima volta che Dieudonné fa parlare di sé per motivi che con l’attività di umorista non sembrano avere molto a che fare: nel febbraio del 2004, in un suo articolo apparso su un quotidiano, aveva paragonato “i giudei” a dei “negrieri”, incappando anche in quel caso in una condanna di primo grado a 5 mila euro d’ammenda per “incitazione all’odio razziale”. L’anno scorso, infine, lo stesso Dieudonné aveva annunciato l’intenzione di presentare la sua candidatura per le elezioni presidenziali francesi: non riuscendo però a raggiungere le firme necessarie ha successivamente scelto di ritirarsi dalla corsa per l’Eliseo.