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11 SETTEMBRE: IL MONDO SEMPRE PIU’ DIVISO SULLA “TEORIA DEL COMPLOTTO”

it@withub.it by it@withub.it
12 Settembre 2007
in Archivio News dal mondo
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Roma, 12 set – Attentato o beffa colossale? Una cosa è certa: da quel giorno il mondo non è più lo stesso. L’11 settembre 2001 ha cambiato la “percezione della storia” e – come ha scritto il disegnatore Art Spiegelman, autore del fumetto “All’ombra delle torri” – “nonostante l’abbia detto anche il governo”. Le Twin Towers non avevano ancora smesso di fumare nel cuore di Manhattan che il mondo intero iniziò a chiedersi: cosa è successo? E poco dopo: ma qual è la verità? Da allora – ieri ricorreva il sesto anniversario – si continua a visionare la “fine delle torri”. A farle crollare furono aerei e incendi, come si evince dalla versione ufficiale, o “altre dinamiche”, come sostengono migliaia di documenti e studi indipendenti? Non era ancora elaborata la tragedia umana – morirono quasi 3000 persone – che la città di New York e il mondo intero chiedevano all’amministrazione americana e al Presidente Bush di aiutarli a capire. Ma tanti non accettarono e continuano a non accettare la versione ufficiale e ne smontano ogni passaggio. E’ se è notizia di oggi che Fidel Castro – da tempo malato – con un intervento letto da un presentatore in tv ha deciso di abbracciare le teorie dei complottisti, è sicuro che il leader cubano non è da solo. Esistono quasi due milioni di pagine internet, oltre tremila saggi e centinaia di film e documentari (web o dvd) che sostengono esattamente la “loro” verità: “l’11 settembre del 2001 non furono Al Qaeda e Bin Laden a seppellire quegli innocenti sotto le macerie delle Torri Gemelle. Si trattò di un colossale inganno, architettato dagli stessi Stati Uniti, o da una parte del loro establishment, per consentire a Bush la sua guerra infinita contro i terroristi in nome di Dio”. E poi chi erano i 19 terroristi arabi armati con taglierini che presero il controllo dei Boeing e cambiarono rotta verso New York? Come è possibile che le strutture di supporto in acciaio non ressero né all’impatto né all’incendio? E cosa accadde davvero sul quarto aereo? Sono queste alcune delle più comuni domande sulle quali si rompono il capo i complottisti. Nel suo intervento Fidel Castro ha sottolineato: “il Pentagono è stato colpito da un missile e non da un aereo, perché non si sono trovate tracce dei suoi passeggeri”. E poi perché non ci sono le immagini dell’impatto del gigantesco Boeing contro il Pentagono, considerato il luogo più sorvegliato del mondo? “Ora sappiamo che fu un’opera di deliberata disinformazione”, ha mandato a dire il leader cubano che dal luglio 2006 non appare in pubblico. E sottolinea: “Studiando l’impatto degli aerei, simile a quelli che hanno colpito le Torri gemelle, si evince che non è stato un aereo a schiantarsi contro il Pentagono”. Insomma “solo un grande proiettile potrebbe avere causato un foro perfettamente rotondo come quello che dicono abbia fatto l’aereo”. Quindi conclude: “Siamo stati ingannati come il resto del pianeta”. E per Castro la verità dietro agli attentati dell’11 settembre non si saprà forse mai. Anche perché per alcuni non si trattò esattamente di un “attentato”. Negli Stati Uniti, stando ad alcuni sondaggi, risulta che un cittadino su tre ritiene che dietro l’attentato ci sia addirittura il governo americano. In Italia è uscito da poco un libro dal titolo “Zero: perché la versione ufficiale sull’11/9 è un falso”, Edizioni Piemme, dove le migliaia di pagine della versione governativa e tutte le analisi della “grande menzogna” ai danni della verità vengono smantellate punto a punto. Coordinati dal giornalista Giulietto Chiesa, scrittori, giornalisti, storici, filosofi, politici, professori d’università, scienziati, economisti, tra cui il medievalista Franco Cardini, il filosofo Gianni Vattimo, Lidia Ravera, l’ex ministro socialdemocratico di Helmut Schmidt, Andreas von Bülow, il filosofo David Ray Griffin, il giornalista tedesco Jürgen Elsässer e l’economista canadese Michel Chossudovsky, e molti altri, si cimentano nell’impresa di smascherare il “complotto”. Ma se non è stato Bin Laden, allora chi è stato? E se non vale la commissione d’inchiesta americana a causa dei conflitti d’interesse e dei legami personali dei suoi membri con l’amministrazione Bush, se molte informazioni globali nel riferire l’episodio sono state solo montature, se la collisione dei jet con due degli edifici non basta a spiegare il totale e rapido crollo delle Torri allora dove sta la verità? Per alcuni dei complottisti esistono prove convincenti che la distruzione degli edifici prevedesse il piazzamento di cariche esplosive e incendiarie e che “questi nemici dell’America, i presunti architetti degli attacchi dell’11 settembre, sono stati creati dalla Cia”. E poi giù un mare di film come quello del regista Barrie Zwicker, autore di “9/11, The Great Conspiracy”, che si diverte a complicare la situazione, parlando di “complotto della teoria del complotto”. Insomma l’evento non esiste più e si discute solo delle sue rappresentazioni. Alla teoria del complotto hanno risposto negli ultimi giorni alcuni studiosi italiani e stranieri nel volume “L’11/9. La cospirazione impossibile”, anche questo edito da Edizioni Piemme. “Credere nel complotto – sostiene Uberto Eco, tra gli autori che figurano nel libro – è un poco come credere che si guarisca per miracolo”. “La cospirazione impossibile” però non sostiene la versione ufficiale: smonta – a ben vedere – la contro-verità. Massimo Polidoro, curatore del libro ha affermato: “Se qualcosa non quadra nella versione ufficiale non dimostra automaticamente che sia vera la versione opposta”. A non prendere posizione in sostanza è solo la casa editrice che pubblica (con buona pace del mercato) entrambi i volumi. Poco dopo l’11 settembre il Presidente Bush avvertì di non tollerare “oltraggiose teorie del complotto sugli attacchi dell’11-9”. I complottisti si difendono: “Cosa intende con questa espressione? Non può voler dire che dovremmo rifiutare tutte le teorie del complotto sull’11/9, perchè lo stesso resoconto del governo è una teoria del complotto, dove i cospiratori sono tutti membri di al-Qaeda”. “Vuole solo dire che dovremmo rifiutare teorie oltraggiose – insistono – ma cosa distingue una teoria oltraggiosa da una non oltraggiosa?” Si tira così in ballo uno problemi centrali della filosofia della scienza. Quando si confrontano su teorie rivali, scienziati e filosofi si chiedono quale teoria è migliore e perché. Una buona teoria è quella che può spiegare, in modo coerente, tutti o almeno la maggior parte dei fatti rilevanti e non è contraddetta da nessuno di essi. Una teoria cattiva è contraddetta da alcuni fatti rilevanti. Una teoria oltraggiosa sarebbe una teoria contraddetta da quasi tutti i fatti rilevanti. Come interpretare la teoria del celebre scrittore statunitense Gore Vidal secondo il quale Bush e Cheney non sarebbero responsabili dell’attentato perché “sono troppo incompetenti”?

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