Napoli, 13 set – E’ morto nella notte tra ieri e oggi a Napoli Gaetano Arfé, storico esponente socialista, ex partigiano, giornalista, nonché studioso e docente di storia contemporanea. Arfé aveva 82 anni e si è spento nella clinica dove era stato ricoverato due giorni fa in seguito ad una crisi respiratoria, essendo peraltro malato da tempo. La camera ardente è stata allestita nella sala Santa Chiara, in Piazza del Gesù. Non si terranno funerali religiosi, ma vi sarà una funzione pubblica che si svolgerà domani alle 11.30, alla presenza del sindaco di Napoli. Nato nel 1925 a Somma Vesuviana, Arfé aveva raggiunto nel 1944 le formazioni di Giustizia e Libertà in Valtellina e l’anno successivo si era iscritto al Partito Socialista Italiano, nel quale è rimasto fino al 1985. Dopo la guerra si è laureato in lettere e filosofia a Napoli ed è in seguito passato alla libera docenza. Dal 1965 ha insegnato Storia contemporanea nelle università di Bari e Salerno, mentre dal 1973 è stato titolare della cattedra di “Storia dei partiti e movimenti politici” all’ateneo di Firenze. Dal 1959 al 1971 è stato condirettore della rivista MondOperaio e dal 1966 direttore dell’Avanti! per dieci anni. Particolarmente significativa anche la sua carriera più propriamente politica. Dal 1957 al 1982 ha fatto parte del comitato centrale e della direzione del Psi, nel 1972 ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della “Commissione istruzione” e poi della “Commissione esteri”, nonché relatore della legge sui “Provvedimenti urgenti per l’università”. Nel 1976 è entrato nella “Commissione affari costituzionali” e ha rappresentato il Psi nelle trattative sul Concordato. Nel 1979 è entrato nel Parlamento europeo, sempre nelle liste socialiste. Nel 1985 ha abbandonato il partito e due
anni dopo è stato eletto come senatore indipendente nelle liste del Pci nel collegio di Rimini. Nella sua attività di studioso si ricordano numerosi saggi sulla storia del socialismo italiano.