(7 gen) L’Italia è uno dei soli cinque paesi al mondo che vanta un surplus manifatturiero sopra i 100 miliardi di dollari, in compagnia di grandi potenze industriali come Cina, Germania, Giappone e Corea del Sud. Le imprese italiane sono tra le più competitive al mondo: su un totale di 5.117 prodotti nel 2012 l’Italia si è piazzata prima, seconda o terza al mondo per attivo commerciale con l’estero in ben 935 paesi. Sono alcuni dei punti fissati dalla Fondazione Symbola, presieduta da Ermete Realacci, nel dossier “L’Italia in 10 selfie. Cambiare lo sguardo per sfidare la crisi”. Considerando il debito aggregato (Stato, famiglie, imprese) l’Italia è uno dei paesi meno indebitati al mondo. I prodotti agroalimentari italiani dominano sui mercati mondiali: ben 23 non hanno rivali sui mercati internazionali e vantano le maggiori quote di mercato mondiale. E ce ne sono altri 54 per i quali siamo secondi o terzi, nonostante la contraffazione e la concorrenza sleale dell’Italian sounding. L’Italia è, inoltre, il secondo paese più competitivo al mondo nel machinery. L’industria italiana del machinery occupa i vertici delle graduatorie mondiali di settore. Il 22% delle aziende italiane, percentuale che sale al 33% delle imprese manifatturiere, nella crisi hanno scommesso sulla green economy, settore che vale 101 miliardi di euro di valore aggiunto, il 10,2% dell’economia nazionale. L’Italia è leader in Europa per eco-efficienza del sistema produttivo e siamo campioni europei nell’industria del riciclo: a fronte di un avvio a recupero industriale di 163 milioni di tonnellate di rifiuti su scala europea, nel nostro Paese ne sono stati recuperati 24,1 milioni, il valore assoluto più elevato tra tutti i paesi europei (in Germania sono 22,4). L’Italia, infine, è nell’eurozona, la meta preferita dei turisti extraeuropei: siamo il primo paese per pernottamenti di turisti extra Ue, con 56 milioni di notti. (Sis)