Il 61% dei tedeschi pensa che l’Islam non sia compatibile con la cultura occidentale. Il 40% dice che a causa dei musulmani si sente straniero nel proprio paese. Il 25% ritiene addirittura che ai musulmani vada vietato l’ingresso in Germania.
È il risultato del sondaggio diffuso ieri dalla fondazione Bertlesmann, un risultato che la Zeit – che lo ha anticipato – definisce shoccante. E lo è tanto più se confrontato con ciò che invece pensano i circa 4 milioni di musulmani presenti in Germania. Secondo la stessa ricerca, il 90% di loro afferma di riconoscersi pienamente nelle leggi e nella cultura del paese che li ospita e di cui si sentono cittadini a tutti gli effetti.
Gli umori di una parte rilevante dell’opinione pubblica tedesca trovano rappresentanza politica nel nuovo movimento antislamico Pegida, acronimo di “patrioti europei contro l’islamizzazione dell’occidente”. Fondato in ottobre dal commerciante Lutz Bachmann, Pegida organizza ogni lunedì una manifestazione di piazza contro l’Islam. I raduni hanno fortune alterne: 20 mila persone in dicembre a Dresda, poche centinaia questa settimana a Berlino.
Il nuovo raggruppamento parla un linguaggio non molto diverso da quello di Afd – Alternativa per la Germania, il partito che si schiera contro l’Euro e l’immigrazione e che alle europee ha superato il 7%.
Contro i movimenti xenofobi sono scesi in campo la cancelliera Merkel, una larga parte del mondo studentesco, giornali popolari come la Bild e la Chiesa. In occasione di un raduno di Pegida, il cardinale di Colonia ha deciso di spegnere le luci che di notte illuminano il Duomo.
Commentando il clima fotografato dai sondaggi, il professor Kai Hafez, docente di scienza della comunicazione a Erfurt, ha detto che “oggi in Germania l’ostilità all’islam è paragonabile all’antisemitismo da salotto del 19° secolo”. (9 gen)