Un ultimo saluto accompagnato dalle musiche dei suoi film. Domani sarà allestita alla Casa del Cinema di Roma a partire dalle 9 la camera ardente per il regista Francesco Rosi, scomparso ieri all’età di 92 anni.
L’OMAGGIO DI ROMA – Per tutta la mattinata nella sala grande, dove si troverà il feretro, l’omaggio dei cittadini sarà accompagnato dalle musiche dei suoi film. Nelle sale più piccole, invece, si potrà vedere il documentario di Roberto Andò “Il regista e il labirinto” che ripercorre la vita e le opere di Rosi. “Roma, sua città insieme all’amata Napoli, lo piange e gli rende omaggio ospitando la camera ardente e i funerali nella Casa del Cinema, uno dei luoghi di cultura che aveva sempre amato e che la sua famiglia ha scelto” hanno commentato il sindaco di Roma Ingnazio Marino e l’assessore alla Cultura Giovanna Marinelli.
IL PRESIDENTE NAPOLITANO – “Con Franco Rosi – ha dichiarato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, amico di gioventù del regista – il nostro Paese perde una delle sue voci ed energie migliori, capace di rappresentare con rigore e vigore la realtà italiana nelle sue pieghe più sottili e nelle sue contraddizioni più drammatiche. La combattività e il coraggio del suo cinema facevano tutt’uno con la passione civile di un uomo libero e indipendente, di costante e coerente impegno democratico”.
IL RICORDO DI PIERO GRASSO – Tra i tanti che lo piangono e lo hanno ricordato, anche il presidente del Senato Piero Grasso che ieri su Facebook, commentando la scomparsa del regista autore de “Le mani sulla città”, “Cadaveri eccellenti”, “Salvatore Giuliano” e “Il caso Mattei”, ha scritto: “L’ultima volta che l’ho incontrato, a Palazzo Giustiniani, ci eravamo fermati a parlare qualche minuto dei suoi film, soprattutto di quello a cui sono più legato, ‘Le mani sulla città’, e del fatto che nonostante fossero passati oltre 50 anni dalla sua prima proiezione rimaneva drammaticamente attuale. Quella pellicola – ha scritto ancora Grasso – all’epoca provocò molto scalpore denunciando un groviglio di intrighi tra politica, affari e mafie che, purtroppo, attanaglia ancora le nostre città. E’ stato tra i registi e gli sceneggiatori più influenti e apprezzati del nostro cinema: a lui dobbiamo altri film-inchiesta unanimemente considerati dei veri e propri capolavori, come ‘Cadaveri eccellenti’, ‘Salvatore Giuliano’ e ‘Il caso Mattei’”. (Cle – 11 gen)