Lussembrugo, 17 set – “Concorrenza sleale”, “abuso di posizione dominante”. La Corte europea conferma, respingendo il ricorso, la condanna a una multa di 497,2 milioni di euro inflitta nel 2004 dall’Antitrust della Ue ai danni di Microsoft. Uno in particolare il punto contestato al colosso informatico fondato da Bill Gates: aver venduto Media Player insieme al sistema operativo Windows 2000. La Corte di Lussemburgo, nello specifico, ha respinto tutti i punti del ricorso di Microsoft, dando ragione alla Commissione europea, eccezion fatta per un punto: il Tribunale ha infatti accolto la richiesta di annullare la proposta della Commissione di nominare un gruppo di esperti incaricato di vigilare sul rispetto delle disposizioni comunitarie e in particolare sulla possibilità di avere libero accesso a informazioni, documenti e alla fonte dei codici di Microsoft: “La Commissione europea – secondo la Corte – ha ecceduto nei suoi poteri” su questo punto. L’Ue ha invece ragione, secondo la Corte, “nel sostenere che Microsoft non ha condiviso con i concorrenti la documentazione tecnica necessaria a garantire l’interoperabilità del suo sistema Windows con gli altri programmi e che l’inserimento di Windows Media Player in Windows 2000 è una forma di concorrenza sleale nei confronti degli altri produttori di lettori multimediali”. La vendita di Media Player insieme a Windows “ha la conseguenza inevitabile di influenzare le relazioni sul mercato” tra Microsoft e i concorrenti “alterando significativamente l’equilibrio della concorrenza in favore di Microsoft, a detrimento degli altri operatori”. E’ stata giudicata infondata la posizione dell’azienda che nel ricorso ha evidenziato che il livello di interoperabilità richiesto dalla Commissione darebbe la possibilità di clonare il sistema operativo da parte dei concorrenti e andrebbe contro il diritto di proprietà intellettuale.La sentenza ha quindi confermato l’obbligo per Microsoft di mettere in commercio una versione di Windows senza Media Player e l’obbligo di fornire informazioni. La sentenza è stata accolta favorevolmente da Bruxelles: “Questa sentenza – ha dichiarato il presidente José Manuel Barroso – conferma l’obiettività e la credibilità della politica di concorrenza della Commissione europea”. Secondo Neelie Kroes, commissaria europea alla Concorrenza, la Corte di Giustizia “ha riconosciuto una decisione storica della Commissione europea di dare ai consumatori più scelta sul mercato del softword. Questa decisione segna un precedente importante in termini di obblighi delle compagnie dominanti, in particolare per le industrie delle alte tecnologie”. Ora, se la Microsoft intende adeguarsi alla sentenza di primo grado deve, oltre che pagare la sanzione, cominciare a vendere in tutti i Paesi della Ue, i suoi sistemi operativi Windows senza il Media Player. Altrimenti potrebbe avanzare un ulteriore appello per una sentenza di secondo grado: deve scegliere quale strada percorrere entro 2 mesi e 10 giorni da oggi. “Dobbiamo leggere la sentenza prima di prendere altre decisioni”, ha spiegato Brad Smith, numero uno dei consiglieri legali della società Usa.
(Fca)