“BALLATA DI UOMINI E CANI”: JACK LONDON SECONDO PAOLINI
Un tributo a Jack London firmato Marco Paolini: è “Ballata di uomini e cani” che andrà in scena al Piccolo Teatro Strehler di Milano dal 3 al 22 febbraio con Angelo Baselli e Gianluca Casadei. “A lui devo una parte del mio immaginario di ragazzo, ma Jack non è uno scrittore per ragazzi. È un testimone, si schiera, si compromette, quello che fa entra in contraddittorio con quello che pensa”. Così Paolini spiega la scelta di mettere in scena uno spettacolo solo all’apparenza lontano dal teatro civile cui ci ha abituato. In realtà si tratta sempre di un viaggio nella natura umana che parla di avventura e libertà, di paesaggi selvaggi, di vita e di morte. Un viaggio che si può definire musicale, un ‘canzoniere teatrale’: le ballate composte per lo spettacolo non accompagnano il racconto, lo completano, diventando parte integrante della narrazione. “Sono partito da alcuni racconti del grande Nord – continua Paolini – Ho cominciato questo spettacolo raccontando le storie nei boschi, nei rifugi alpini, nei ghiacciai. Ho via via aggiunto delle ballate musicate e cantate da Lorenzo Monguzzi, Angelo Baselli e Gianluca Casadei. Ma l’antologia di racconti è stata solo il punto di partenza per costruire storie andando a scuola dallo scrittore. So che le sue frasi non si possono ‘parlare’ semplicemente, che bisogna reinventarne un ritmo orale, farne repertorio per una drammaturgia”. Ballata di uomini e cani è composto di tre racconti, della durata di circa mezz’ora ciascuno – Macchia, Bastardo e Preparare un fuoco, nei quali uomini e cani sono coprotagonisti. (Cle)
RONCONI PORTA IN SCENA A MILANO “LEHMAN TRILOGY”
Dopo il debutto in prima nazionale, prosegue fino al 15 marzo al Piccolo Teatro Grassi di Milano “Lehman Trilogy”, lo spettacolo diretto da Luca Ronconi, con un cast di fuoriclasse, tra cui Massimo De Francovich, Fabrizio Gifuni, Massimo Popolizio. Centosessant’anni di storia di una delle famiglie più potenti d’America, i Lehman, sono al centro del testo di Stefano Massini, il drammaturgo oggi più premiato, in Italia e all’estero (edito da Einaudi): dall’America schiavista alla New York post 11 settembre, rivive in scena la storia di un Paese e dei profondi mutamenti, sociali prima ancora che economici, che hanno influenzato il mondo globalizzato. La saga dei fratelli Lehman è al tempo stesso uno squarcio di sogno americano: il Paese che tutto dà a chiunque dia prova di talento, inventiva e abnegazione, in una manciata di secondi rovescia fortune e destini. I Lehman correranno più volte il rischio di cadere, con la Guerra di Secessione, i due conflitti mondiali, la crisi del 1929, ma sempre sapranno risollevarsi. Tranne l’ultima volta: il 15 settembre 2008 Lehman Brothers diventa il più grande fallimento nella storia delle bancarotte mondiali. (Cle)
A TORINO IL NUOVO ALLESTIMENTO DE “LE NOZZE DI FIGARO” DI BARBALICH
Giovedì 12 febbraio il Teatro Regio di Torino presenta un nuovo allestimento de “Le nozze di Figaro” di Wolfgang Amadeus Mozart. Dopo Così fan tutte del 2012 e Don Giovanni del 2013, il Teatro Regio completa ora la trilogia Mozart – Da Ponte con la commedia per musica scritta nel 1786, su libretto tratto da Beaumarchais. Yutaka Sado dirige l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio, la regia è di Elena Barbalich. Per il nuovo allestimento un cast di livello internazionale: il Conte d’Almaviva sarà il baritono Vito Priante, il soprano Carmela Remigio darà voce alla Contessa, il basso Mirco Palazzi sarà l’astuto e scaltro Figaro, Susanna avrà la voce di Ekaterina Bakanova, mentre la delicatezza di Cherubino avrà il fisico e la voce del mezzosoprano Paola Gardina. Il cast è completato dal soprano Alexandra Zabala nel ruolo di Marcellina, dal basso Fabrizio Beggi in quello di Bartolo, dal tenore Bruno Lazzaretti come Basilio, dal tenore Luca Casalin nel ruolo di Don Curzio, dal basso Matteo Peirone come Antonio, da Arianna Vendittelli, nel ruolo di Barbarina e da Sabrina Amè e Daniela Valdenassi rispettivamente nei ruoli di prima e seconda ragazza, in alternanza con Manuela Giacomini e Raffaella Riello. Nel corso delle undici recite, dal 12 al 24 febbraio, si alterneranno nei ruoli dei protagonisti: Dionisyos Sourbis (Conte d’Almaviva), Erika Grimaldi (Contessa d’Almaviva), Guido Loconsolo (Figaro), Grazia Doronzio (Susanna) e Samantha Korbey (Cherubino). L’Orchestra del Teatro Regio è diretta da Yutaka Sado, il Coro del Teatro Regio è istruito da Claudio Fenoglio. L’opera sarà presentata al pubblico dal musicologo Ernesto Napolitano, all’interno del ciclo Le conferenze del Regio, al Piccolo Regio Puccini mercoledì 11 febbraio alle 17.30 (ingresso libero). La prima dell’opera sarà trasmessa in diretta da Rai-Radio3 giovedì 12 febbraio alle 20, trasmissione inserita anche all’interno del circuito Euroradio. L’opera sarà trasmessa su Rai 5 giovedì 19 febbraio alle 21. Inoltre, Prima della Prima, trasmissione adesso in onda il sabato alle 22.45 su Rai 5, dedicherà una puntata a questa nuova produzione. (Cle)
“AMERIKA” DI FRANZ KAFKA IN SCENA A MILANO
“Quando il sedicenne Karl Rossmann, mandato in America dai suoi poveri genitori perché una cameriera l’aveva sedotto e aveva avuto un figlio da lui, entrò con la nave a velocità ridotta nel porto di New York, vide la Statua della Libertà, che già stava contemplando da tempo, come immersa in una luce d’un tratto più intensa. Il braccio con la spada sembrava essersi appena alzato, e attorno alla sua figura spiravano liberi i venti”. Così ha inizio l’incompiuto romanzo Amerika di Franz Kafka scritto cento anni fa, tra il 1911 e il 1914, e pubblicato postumo nel 1927. Karl Rossmann, giovane ebreo europeo, viene inviato in America come un pacco postale per sfuggire a uno scandalo che lo vede coinvolto con una domestica; deve raggiungere lo zio Jacob, un autentico “zio d’America” affinché gli trovi un lavoro e una sistemazione. Lo spettacolo, diretto da Maurizio Scaparro (che già nel 2000 aveva avuto una prima fortunata edizione), nell’adattamento di Fausto Malcovati, andrà in scena al Teatro Menotti di Milano dal 5 al 15 febbraio, e racconta, attraverso vari quadri, la storia di un ragazzo boemo che va in America, incontra un fuochista tedesco, fa un pezzo di strada con un disoccupato irlandese e uno francese, ha come compagno di lavoro un ragazzo italiano. Scaparro dirige Giovanni Anzaldo, Ugo Maria Morosi, Carla Ferraro, Giovanni Serratore, Fulvio Barigelli e Matteo Mauriello, con la complicità della musica jazz di Scott Joplin, e ripercorre così la storia e le tribolazioni dell’emigrante Rossmann, del suo viaggio nel Nuovo Mondo, della sua vita errante in cerca di un benessere che sembra sempre a portata di mano ma che rimane inafferrabile (il sogno americano?). L’America, nella visione fantastica ma sorprendentemente profetica di Kafka, non necessariamente deve avere a che fare con l’America reale, tuttavia ne rivela già i suoi mali, le sue contraddizioni, ma anche la sua dirompente vitalità. (Red)
LA COMMEDIA “IL TRACOLLO” IN SCENA A ROMA
È in scena al Teatro Lo Spazio a Roma fino al 1 febbraio lo spettacolo “Il Tracollo” portato in scena dalla giovane compagnia dell’Associazione Culturale La chiave delle arti, in collaborazione con la compagnia La Farfalla. La pièce nasce sulla base di un atto scritto da Pietro De Silva e su cui Giulia Lusetti, drammaturga esordiente, ha sviluppato il resto dello spettacolo aggiudicandosi il primo premio del “Campionato Nazionale del Secondo Atto”. In un mondo pieno di telecamere e tecnologie, non si riesce mai a capire se si è vittime di scherzi o della dura realtà. “Il Tracollo” racconta di un attore che entra in una casa per sostenere un provino, senza sapere né come andrà, né tantomeno se ne uscirà. È un viaggio nei mondi dell’attore e dei suoi paradossi, a volte estremi. Ma è anche lo specchio della nostra anima, delle nostre frustrazioni, della ricerca di un’identità che non sempre riusciamo a definire, impegnati come siamo ad “arrivare” nella carriera e arrivare alla fine del mese. Fino al gesto più assurdo e paradossale. “Il Tracollo” è una commedia che si sviluppa su un susseguirsi di colpi di scena, non si fa in tempo ad abituarsi a una realtà che l’attimo seguente è tutto ribaltato ma allo stesso tempo esattamente reale. Risate e riflessioni si alternano, vita reale e finzione si mescolano, situazioni paradossali si ripetono all’infinito… questi sono gli intrecci de “Il Tracollo”. La cosa che mi ha colpito di più quando mi sono trovata davanti alla prima parte di questo testo, scritta in maniera magistrale da Pietro De Silva, è il realismo quasi quotidiano che traspare da ogni singola battuta. Un realismo che si contrappone alla “finzione” finale, al paradosso stesso del testo e dell’attore in sé. Perché, si sa, quando si parla di attori, si parla inevitabilmente di esagerazione. Ed è questo dualismo dei due atti che, a mio avviso, rende questo testo completo e ben bilanciato, tra risate distensive e riflessioni più profonde. (Red)