New York, 20 set – Il presidente iraniano Ahmadinejad non potrà visitare Ground Zero. Non è andata a buon fine infatti la richiesta da parte dell’ambasciata di Teheran alla polizia newyorchese, che ha giustificato il divieto con “motivi di sicurezza”, visto che la zona è un cantiere aperto i cui lavori non possono essere fermati. Ahmadinejad sarà a New York da domenica per l’Assemblea generale dell’Onu, con un visto che gli permetterà di muoversi nel raggio di 40 chilometri dal Palazzo di Vetro. Proprio per questo il presidente iraniano aveva chiesto un permesso speciale per visitare il luogo dell’attentato dell’11 settembre 2001. Nonostante l’iniziale disponibilità della polizia newyorchese la richiesta da parte di Teheran aveva suscitato polemiche soprattutto fra i senatori repubblicani, per i quali la visita a Ground Zero da parte di Ahmadinejad sarebbe “offensiva” per la memoria delle vittime dell’attentato, visto che il regime iraniano è “il più grande sponsor del terrorismo nel mondo”. Intanto oggi il ministro degli esteri francese, Bernard Kouchner, si è detto “pronto ad andare a Teheran” e “favorevole ad un dialogo permanente con gli iraniani”. Il titolare del Quai d’Orsay, che qualche giorno fa aveva suscitato forti polemiche con le sue dichiarazioni sulla crisi con l’Iran, dicendo che la comunità internazionale “si deve preparare al peggio”, cioè “alla guerra”, ha ribadito nell’intervista rilasciata a “Le Figaro” di essere stato “frainteso” e che Parigi deve giocare un ruolo di intermediario fra l’Occidente e l’Iran. “Sì al dialogo permanente con l’Iran – ha detto Kouchner – sì agli sforzi dell’Aiea. Nel frattempo lasciateci immaginare delle sanzioni mirate affinché gli iraniani siano convinti della nostra serietà. Sono un sostenitore del multilateralismo e il mio augurio è che queste sanzioni passino per il Consiglio di sicurezza. Ma questo non ci impedisce di lavorare alla preparazione di sanzioni mirate con i nostri partner europei”. Le polemiche sul nucleare iraniano intanto continuano ad essere alimentate da Teheran: proprio ieri, infatti, il comandante delle operazioni dell’aeronautica iraniana, generale Mohammad Alavi, ha detto che il suo Paese ha piani per bombardare con i propri aerei Israele in caso di attacco ai propri siti nucleari. Oggi tra l’altro, sono stati collaudati due esemplari di un nuovo aereo da combattimento che da sabato prossimo, in occasione della grande parata militare per il 27esimo anniversario dell’inizio della guerra con l’Iraq, entreranno a far parte della flotta militare iraniana.
(Clo/Cog)