(3 feb) Grandi traguardi per la spedizione italiana in Antartide: lo fanno sapere il professor Franco Talarico, docente di petrografia all’Università di Siena e il dottor Franco Ricci, capo spedizione della XXX spedizione del Programma nazionale in Antartide (3° periodo). Lo scorso 29 gennaio, in una missione studiata dettagliatamente per giorni, “l’Italia è scesa per la prima volta a sud – spiega una nota dell’ateneo -, raggiungendo con una missione di rilievi geologici gli 83° 40’ Sud, con i propri mezzi direttamente a oltre 1000 km dalla Base italiana in Antartide ‘Mario Zucchelli’ (Mzs), posta a 74° 41′ 42″ Sud 164° 07′ 23″ Est”. La missione è stata coordinata dal punto di vista scientifico dal professor Talarico, che insieme alla guida Francesco Canale (Primo caporal maggiore dell’Esercito del Centro di Addestramento Alpino di Courmayeur) ha raccolto informazioni sulla geologia e geomorfologia, mediante riprese video e fotografiche ad alta risoluzione dell’area. “La logistica dell’evento – raccontano dall’Antartide – è stata coordinata continuamente dalla Sala Operativa di Mzs e seguita costantemente da tutto il personale della Base. Si è trattato di un evento particolarmente importante per gli studi sulle rocce più antiche delle Montagne Transantartiche e per il superamento delle particolari difficoltà ambientali tipiche del Continente. Il Twin Otter, un aereo noleggiato dall’Enea per il supporto delle attività scientifiche e logistiche a Mzs, è sceso ad una latitudine mai raggiunta prima con le risorse disponibili a Mzs. Il Programma nazionale di ricerche in Antartide (Pnra), che gestisce le missioni antartiche grazie alla collaborazione dell’Enea, del Cnr e della Csna (Commissione scientifica nazionale per l’Antartide), con questo evento, ha raggiunto uno dei traguardi più estremi ed importanti del suo trentennale di attività”. (Red)
