Roma, 21 set – Sarà di 10 miliardi di euro l’entità della Finanziaria 2008 che raccoglierà la cifra indicata in parte da tagli alle spese e in parte dall’extragettito. Non ci saranno nuove entrate. A rendere noto l’entità della manovra economica, al termine del Consiglio dei ministri, è stato il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero, che però ha preferito non “entrare nei dettagli”. “Non verrà introdotto alcun nuovo ticket sanitario per farmaci o visite” ha invece fatto sapere il ministro della Salute Livia Turco. Stando all’emendamento sull’assestamento del bilancio 2007, presentato in Commissione bilancio del Senato dal sottosegretario all’Economia Nicola Sartor, l’extragettito supererebbe i 5 miliardi. Al termine della riunione il ministro Ferrero ha ribadito le proposte avanzate da Rifondazione comunista a palazzo Chigi, come il “piano casa che affronti l’emergenza, visto che a metà ottobre scade il blocco degli sfratti”. “Per ora siamo in una fase interlocutoria – ha ricordato Ferrero – la finanziaria sarà definita in settimana. E’ stata una discussione come al solito: a volte serena, in altri momenti più animata”. “La Finanziaria – ha aggiunto Ferrero – va usata per ridistribuire il reddito dall’alto verso il basso. Siamo chiamati non solo a fare una Finanziaria che tenga i conti pubblici a posto, ma siamo chiamati a modificare la distribuzione del reddito”. “La manovra – aveva precisato in mattinata il ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro – sarà composta anche da un decreto legge e due disegni di legge collegati. Uno dei collegati sarà sul welfare, l’altro per gli altri settori”. Stando alle indicazioni del ministro del Lavoro, Cesare Damiano, il collegato sul welfare verrà approvato entro l’anno, nei tempi della Finanziaria. Ieri i leader della sinistra dell’Unione Fabio Mussi (Sd), Franco Giordano (Prc), Oliviero Diliberto (Pdci) e Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi), avevano presentato al premier Romano Prodi un documento in cui chiedevano che “il protocollo sul welfare non entrasse in Finanziaria e sia solo un collegato. Il governo può attendere l’esito del referendum fra i lavoratori”. Su questa iniziativa ha detto la sua Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay: “Non posso davvero credere che quattro leader della sinistra plurale vadano da Prodi a presentare le richieste e i punti da tenere presente per tracciare la linea politica della maggioranza di centro sinistra durante la finanziaria e omettano di indicare fra questi i diritti civili e la difesa della laicità dello stato”. Mentre l’opposizione inizia a scaldarsi e ribatte: “E’ iniziato il balletto delle cifre”. “Se il ministro Ferrero dice la verità, allora troverà conferma quello che mi è stato confidato ieri da un sottosegretario del governo Prodi, ovvero che la legislatura è finita e quindi si farà una finanziaria elettorale e poi subito al voto” ha detto il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli. “Per la finanziaria 2008 il governo inizia a dare i numeri. Il ministro Ferrero parla di 10 miliardi, evidentemente è sicuro che il protocollo sul welfare sarà inserito nella finanziaria e senza cambiamenti. Con questa finanziaria è l’inizio della fine per questo governo” gli ha fatto eco il capogruppo vicario della Democrazia cristiana per le Autonomie alla Camera, Giampiero Catone. “Si ha l’impressione – ha dichiarato Mario Ferrara, responsabile nazionale per le Politiche di Bilancio di Forza Italia – che la manovra finanziaria sia dettata più dalle esigenze di ogni singolo ministro per accontentare la propria ‘corte dei miracoli’, piuttosto che dalle vere esigenze che richiede il Paese”. Intanto il ministro delle politiche per la famiglia, Rosy Bindi, ha incontrato oggi la presidenza nazionale del Forum delle associazioni familiari. Nell’incontro – informa una nota – il Forum ha chiesto al ministro di proseguire nell’attuazione del programma emerso dalla Conferenza nazionale per la famiglia di Firenze, con particolare riferimento al piano-casa, alla fiscalità e ai servizi per l’infanzia. Mentre il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni ha evidenziato che il varo della manovra economica dovrà tener conto “delle risorse per l’edilizia scolastica e degli aiuti per sostenere le spese scolastiche delle famiglie”. Ma stando al rigore, nella presentazione delle proposte, richiesto dal ministro dell’Economia Padoa-Schioppa ai colleghi, sarebbe proprio il ministro Damiano la “pecora nera” per “aver messo in campo talmente tante idee, che se tutti seguissero la stessa strada si arriverebbe a una finanziaria di 1500 articoli”. Per una manovra “snella” le liste dei singoli ministri devono fare lo sforzo di contenersi, avrebbe in sostanza spiegato Padoa-Schioppa e i colleghi dovrebbero fare come il ministro dell’Ambiente. “Se tutti avessero proposto compensazioni valide, come quelle avanzate da Pecoraro Scanio, si sarebbero potuti riqualificare – avrebbe sottolineato Padoa-Schioppa – 15 miliardi di spesa pubblica”.
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