Stellenbosch – “Autonomic Control of Heart Rate and of QT Interval Variability Influences Arrhythmic Risk in Long QT Syndrome Type 1” è il titolo dello studio frutto di una collaborazione fra l’Università Statale di Milano, l’Istituto Auxologico e le Università di Vanderbilt (Usa) e di Stellenbosch (South Africa), pubblicato nel numero di febbraio del Journal of the American College of Cardiology. La ricerca è stata condotta in una popolazione sudafricana di soggetti appartenenti a famiglie con la mutazione responsabile della sindrome da QT lungo di tipo 1, per provare a capire perché membri della stessa famiglia, pur caratterizzati dalla stessa mutazione, presentino sintomi e profili di rischio completamente differenti. I risultati dello studio indicano che i soggetti a basso rischio di eventi aritmici fatali hanno un sistema simpatico più attivo e un sistema vagale meno reattivo, dimostrando quindi una stretta associazione fra profilo neurovegetativo, controllo cardiovascolare e rischio di sviluppo di aritmie.(9colonne)