Pescara, 27 set – Con una solenne liturgia presieduta da monsignor Lino Belotti, presidente della commissione Cei per le Migrazioni, si è concluso questa mattina a Montesilvano (Pescara) il convegno nazionale dei direttori diocesani della Fondazione Migrantes. Concludendo i lavori monsignor Belotti ha parlato dei direttori diocesani Migrantes come “voce di chi non ha voce”, operatori nella Chiesa locale di “una pastorale d’insieme”. Tra gli interventi al convegno quello di monsignor Domenico Segalini, vescovo di Palestrina, secondo il quale la pastorale della mobilità deve “rimettere sempre al centro la dignità dell’uomo, la sua irripetibilità”: “Non ci accontentiamo – ha detto – della giornata mondiale delle Migrazioni, né di avere la delega in bianco per i casi pietosi o le urgenze degli sbarchi o degli insediamenti dei rom… vogliamo che sia tutta la comunità impegnata, anche se vediamo la necessità di una cura informata e intelligente, fatta da gente che se ne intende”. Cristina Simonelli, della facoltà teologica dell’Italia settentrionale, si è detta “angosciata dall’emergere sempre più vasto e insistito di posizioni apertamente razziste e xenofobe. Sono parole e convinzioni che si odono sempre più forti e fanno scuola, invadono le menti e ottundono l’intelligenza”. Secondo don Michele Morando per il cristiano “incontrare l’altro, lo straniero come pure l’autoctono che si è estraniato dalla fede, ha il significato di mettersi in gioco come testimone nei confronti di un destinatario dell’annuncio, perché questo diventi a sua volta testimone”. Ieri sera a Manoppello si è svolto anche un momento di preghiera davanti al cimitero dove sono sepolti 23 minatori che hanno perso la vita nella tragedia di Marcinelle, nella quale morirono 262 uomini dei quali 136 italiani. L’intera quattro giorni del convegno si è svolta in un clima di cordialità che ha visto i convegnisti, provenienti da ogni parte d’Italia, incontrarsi, conoscersi e confrontarsi sulle proprie esperienze. A Montesilvano erano presenti 174 tra direttori e collaboratori degli uffici regionali e diocesani della Migrantes. Tra questi 5 vescovi, 82 sacerdoti, 10 religiosi, 9 diaconi, 11 suore, 57 tra laici e laiche.
(Caf)