Il 55% degli italiani studia inglese per lavoro. Lo sostiene una indagine di ABA English nella quale si sostiene anche che le aziende italiane sembrano apprezzare più che in altri paesi che i propri dipendenti parlino inglese, tanto che il 64% degli italiani che studia inglese ha un lavoro, contro la media generale del 56%. Inoltre, il 17% degli intervistati è alla ricerca di un’occupazione. Questi dati riflettono la relazione ancora più stretta tra il mondo del lavoro e la conoscenza dell’inglese in un paese in cui solo l’export si è mostrato in grado di resistere alla crisi economica. Il lavoro non è però l’unica ragione che spinge gli italiani a studiare la lingua di Shakespeare, il 14% ammette di studiare per ragioni personali e, da popolo di viaggiatori, il 16% dichiara di studiare inglese per poter comunicare senza problemi in viaggio, il restante 15% per ragioni varie. Si parla spesso del basso livello di inglese che caratterizza l’Italia rispetto ad altri paesi dell’Unione europea, come per esempio la Germania. Lo studio segnala che solo il 17% delle persone che si iscrive a un corso di lingua non ha alcuna formazione precedente, mentre il 64% lo fa dopo aver mosso i primi passi a scuola. Il restante 19% afferma di aver già studiato inglese altrove (scuole di lingua, internet o lezioni private). Davanti a questa mancanza gli italiani sono al lavoro per migliorare il proprio inglese e diventare più competitivi a livello internazionale. Secondo lo studio di ABA English il 53% degli italiani che studia inglese è donna e solo il restante 47% uomo. Il 19% degli italiani che si iscrive a un corso di inglese ha almeno 55 anni, mentre il 24% ha già compiuto i 45. Il 23% di italiani che studia la lingua della Regina ha tra i 35 e i 44 anni, percentuale che scende al 20% tra i 25 e i 34 anni. Inaspettatamente, solo il 14% del totale ha meno di 25anni.
(23 feb – PO / red)