(25 feb) L’oceano ha un ruolo chiave per la comprensione del cambiamento del clima, per l’osservazione degli ecosistemi e la salvaguardia della biodiversità, per l’esplorazione e lo sfruttamento sostenibile delle risorse e delle materie prime delle profondità oceaniche e per la valorizzazione dell’ambiente costiero. Lo sa bene l’Ingv (l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e lo sa bene anche l’Ifremer (l’Istituto Francese per lo Sfruttamento sostenibile del Mare). Ecco perché i due istituti hanno deciso di unire le loro forze per sviluppare e valorizzare gli osservatori sottomarini per studiare gli oceani. Si è svolto, infatti, ieri presso il Palazzo Marigny a Parigi, il Summit Francia-Italia 2015. Due i temi chiave dell’incontro: l’ambiente e il cambiamento climatico. In questo contesto Ingv e Ifremer hanno colto l’occasione per sottoscrivere un accordo bilaterale di cooperazione scientifica per lo sviluppo e la valorizzazione di infrastrutture per la ricerca marina scientifica. Presenti all’incontro il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini e il ministro francese per l’Istruzione Superiore e la Ricerca, Genevieve Fioraso. Va ricordato che dal 2006 i due istituti sono impegnati per conto dei loro rispettivi Paesi nella grande infrastruttura di ricerca europea, Emso, fortemente voluta dalla Commissione Europea e costituita da una rete di osservatori di fondo mare per l’acquisizione di dati utili allo studio dei processi geologici, geochimici, geofisici e oceanografici ambientali che influenzano intensamente la vita del Pianeta. “Ifremer e Ingv sono grandi istituti nazionali che nell’ambito delle scienze e delle tecnologie marine hanno conoscenze e competenze complementari e costituiscono da lungo tempo un esempio di eccellenza nella collaborazione scientifica fra Italia e Francia” ha sottolineato il presidente dell’Ingv, Stefano Gresta. “Entrambi i Paesi hanno una lunga e consolidata tradizione di ricerche d’avanguardia nel campo della geologia, geofisica e oceanografia e questo accordo ne è una ulteriore conferma. Mi auguro, inoltre – ha aggiunto Gresta – che i giovani ricercatori possano trarre vantaggio da questa fertile collaborazione attraverso progetti e programmi di ricerca comuni”. (red)