Roma, 27 set – Quali iniziative intende assumere il ministro delle Comunicazioni per promuovere un uso consapevole di internet, e più in generale dei media, al fine di minimizzare i rischi per i minori? Cosa intende fare il governo affinché i gestori di telefonia mobile assicurino un filtro rispetto all’utilizzo dei cellulari? Quali sono le strategie per contrastare la diffusione via internet di messaggi violenti e pornografici? Sono state promosse iniziative nelle scuole per educare i giovani a utilizzare consapevolmente la rete? Il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha risposto a queste e altre domande durante il question time nell’aula del Senato. Nel giorno in cui a Roma si è aperto il forum sui Diritti di Internet, Palazzo Madama discute con il ministro del rapporto tra Internet e minori. Rispondendo alle domande dei senatori Anna Maria Serafini (Ulivo), Maria Burani Procaccini (Fi), Tiziana Valpiana (Prc), Maria Agostina Pellegatta (Verdi), Tommaso Barbato (Misto-Popolari Udeur), il ministro ha spiegato: “Credo che ci troviamo di fronte a una delle contraddizioni tipiche del nostro tempo. Da una parte siamo in presenza di una straordinaria macchina di libertà, una straordinaria occasione di informazione, come la rete”, ha detto Gentiloni, dall’altra parte, “questa grande macchina di libertà porta con sé, come spesso accade, anche dei rischi fortissimi”. “Credo – ha aggiunto Gentiloni – che questa minaccia per le fasce più deboli e per i minori vada tenuta molto presente, vada presa molto sul serio proprio da chi ha a cuore Internet, il suo sviluppo, il suo futuro e l’opportunità di non spegnere questa grande macchina di libertà”. “Altrimenti – ha proseguito il ministro – rischiamo di ingenerare in una parte dell’opinione pubblica e delle nostre famiglie una reazione contraria, che comincia a vedere nella rete più gli aspetti negativi e i pericoli che non le occasioni positive”. Gentiloni ha spiegato che il governo ritiene necessario intervenire in tre ambiti: il contrasto della pedopornografia, l’aggiornamento delle regole, la funzione educativa delle famiglie e delle scuole. Con riguardo al primo ambito la nuova normativa, che ha individuato strumenti di filtraggio per oscurare rapidamente i siti pedopornografici, ha precisato Gentiloni, “ha dato alcuni risultati, ma il contrasto del fenomeno richiede un coordinamento dell’attività di polizia almeno a livello europeo. A tale proposito è in via di definizione un’iniziativa per la tracciabilità dei pagamenti on line di materiali pornografici”. In tema di aggiornamento delle regole, ha spiegato il ministro, “è stato elaborato un codice in tema di media e minori, che prevede il coinvolgimento dei server provider e dei gestori di telefonia mobile per l’accesso a internet. Il codice sarà esaminato dalla Commissione parlamentare per l’infanzia”. Infine, da parte delle famiglie e delle scuole “occorre un maggior impegno, che deve riguardare anche l’uso dei videogiochi. Sarebbe quindi opportuno stanziare maggiori risorse per finanziare campagne educative sull’uso delle nuove tecnologie”.
(Fca)