Sarebbe non solo irriguardoso ma anche sbagliato sostenere – come fa qualcuno – che il Parlamento sia diventato un ente inutile. Però non c’è dubbio che il suo ruolo, da quando governa Renzi , si è molto ridimensionato. Ecco alcuni dati forniti da Openpolis. L’80% delle leggi approvate è di iniziativa del governo, solo il 20% è di iniziativa del Parlamento. Ovviamente è pari a zero la produzione legislativa di iniziativa popolare. Diventa legge il 30% delle proposte del governo, contro l’1% di quelle del Parlamento.
E’ vistoso anche il divario che riguarda i tempi di approvazione. Una proposta del governo viene approvata mediamente in 112 giorni, una del Parlamento in 337.
Volendo fare in fretta, il governo ricorre sempre più frequentemente al voto di fiducia, che ormai è diventato un metodo consolidato per ottenere due risultati: tenere unita la maggioranza, costringendo al sì i dissidenti, e tagliare i tempi del dibattito in aula. Martedì Montecitorio ha dato il via libera al cosiddetto Milleproroghe con il 34esimo voto di fiducia su 32 disegni di legge presentati. Un record nella storia della Repubblica.
Compito del Parlamento sarebbe anche quello di vigilare sull’attività del Governo, operazione che viene svolta perlopiù attraverso la presentazione di interrogazioni e interpellanze. Le risposte che il Parlamento riceve però sono poche. Il ministro della Salute – per esempio – ha risposto al 3% delle interrogazioni, molti suoi colleghi non arrivano al 5.
Se a questo si aggiunge il ricorso sempre più frequente ai decreti, che secondo la Costituzione dovrebbero essere limitati a casi straordinari di necessità e urgenza, si ha il quadro di uno sbilanciamento dei poteri decisamente inedito.
Ciò spiega un altro fatto ugualmente inedito in questa legislatura, e cioè le proteste del presidente della Camera, Laura Boldrini, nei confronti di un governo fino a ieri amico.
(26 feb)