Pavia, 28 set – Alberto Stasi torna libero: il fidanzato di Chiara Poggi, fermato tre giorni fa dalla procura di Vigevano, come unico indiziato per l’omicidio della ragazza, il 13 agosto scorso a Garlasco, è stato rilasciato dal giudice per le indagini preliminari Giulia Pavron per insufficienza di prove. Alberto, che ha lasciato il carcere di Vigevano alle 11.30 accompagnato dai genitori, era stato interrogato ieri: su di lui gravava l’indizio di tracce di sangue di Chiara sulla bicicletta. Il fermo era stato disposto dalla procura di Vigevano dopo la consegna da parte del Ris dei carabinieri delle analisi sui reperti ritrovati sul luogo del delitto, avvenuto in circostanze ancora misteriose. A incastrare Alberto Stasi, iscritto nel registro degli indagati pochi giorni dopo l’omicidio, sarebbero state delle tracce di sangue sui pedali della bicicletta. Il giovane si era sempre dichiarato innocente e ha continuato a farlo durante l’interrogatorio di ieri. Per il momento il giudice gli ha dato ragione: a carico del fidanzato di Chiara “non ci sono prove sufficienti per ritenere che vi siano gravi indizi di colpevolezza”. Secondo Sandro Lopez, presidente nazionale degli esperti balistici, le “macchiette ematiche” sulla bicicletta sarebbero comunque insufficienti per dimostrare la colpevolezza dell’assassino di Chiara. La madre della vittima, Rita Preda, che si è sempre dimostrata comprensiva nei confronti di Alberto, ha confermato oggi la sua fiducia nel ragazzo. Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia, ha riferito che per i genitori della ragazza uccisa 45 giorni fa a Garlasco “non è importante trovare un colpevole, ma il colpevole”. “Non volevo e non voglio che stia in carcere un innocente – avrebbe detto la madre di Chiara al telefono col suo avvocato – voglio che sia fatta giustizia”. “La nostra famiglia non è né contro né con Stasi – ha precisato – abbiamo fiducia nell’operato della magistratura”.
(Fca)