(3 mar) Arabia Saudita, Israele, Brasile, Korea del Sud, Australia, Cina, Grecia, Portogallo. E tanti altri ancora. L’Italiana Confetti sta conquistando il mondo. Sono una trentina, infatti, i Paesi “invasi” dalle bontà dell’azienda napoletana, leader in Italia nella produzione e vendita di confetti. Da “Ricotta e Pera” a “Pietre del Vesuvio”, da “Babà con panna” a “Caffè Espresso Napoletano” passando – addirittura – per la famosa “Sfogliatella Napoletana”: è numerosa e attenta ai gusti più variegati l’offerta (tutto – ovviamente – sotto forma di confetto) che arriva dall’azienda campana che può dirsi soddisfatta del percorso fatto finora e, soprattutto, della richiesta che arriva dal mercato internazionale. “L’Italiana Confetti amplia nel napoletano gli stabilimenti. Nell’arco di pochi mesi siamo passati da 7 a 35 dipendenti con una produzione giornaliera molto elevata di confetti. In piena crisi abbiamo deciso di ampliare lo stabilimento e di investire sull’Italia perché siamo convinti che quando terminerà questo periodo difficilissimo ci troveremo avvantaggiati” spiega Nicola Prisco, amministratore della Italiana Confetti. “Oggi – aggiunge – i nostri prodotti sono richiesti in Medio Oriente, in Brasile e nel mondo asiatico”. Ma come nasce la storia di Italiana Confetti? La straordinaria favola tutta italiana è iniziata più di 100 anni fa quando il nonno di Nicola aprì un confettificio. Oggi però l’azienda – grazie a creatività, innovazione, qualità e rispetto del made in Italy – ha rivoluzionato il “prodotto confetto” .“Con mio fratello Dario – aggiunge l’amministratore dell’azienda – abbiamo deciso poi, di realizzare un nuovo prodotto: un nuovo confetto che non fosse legato solo alle cerimonie ma adatto a tutti i gusti e a tutti i momenti. Un confetto che diventasse prodotto dolciario anche per occasioni di incontro. E così, dall’unione del cioccolato di Lecco con le mandorle siciliane e lo zucchero italiano, è nato un prodotto che sta conquistando i mercati internazionali e con il quale siamo presenti in tutto il mondo”. (Gil)