Diventare proprietari di casa? Per gli italiani è un vero e proprio percorso di guerra rispetto a francesi, tedeschi, britannici e spagnoli, nonostante la discesa dei prezzi sul mercato immobiliare nazionale che da almeno tre anni si è acuita particolarmente (-6,8% nel 2014 rispetto al 2013): questo è quanto emerge da un’indagine comparativa coi mercati immobiliari dei paesi dell’Unione europea realizzata dal Centro Studi di Casa.it. Il 68,7% degli italiani risulta proprietario di casa contro una media eurozona del 60%; ma di tutti questi proprietari solo il 4% sono under 30. Questo per la capacità di spesa inferiore degli italiani, ovverosia retribuzioni medie troppo basse rispetto ai prezzi, pur ribassati, del mercato immobiliare. Da questo punto di vista, il confronto con i nostri vicini europei è impietoso. Con un PIL pro capite di circa 26.400 euro, un italiano che voglia diventare proprietario di una casa di 80 mq, valutata intorno ai 176.000 euro, dovrà immolare alla causa non meno di 10 annualità. In Francia, dove i prezzi delle case sono leggermente più bassi che da noi, le annualità sono due in meno. In UK, dove il prezzo al mq. è più alto, gli anni sono 9. Se guardiamo ai Paesi mediterranei a noi vicini (i Pigs) il confronto è ancora più “irritante”: in Spagna il numero delle annualità da sacrificare è 7, in Portogallo sono solo 5, in Grecia, 6. Inoltre coprire il prezzo d’acquisto di un’unità immobiliare da 80 mq nelle zone centrali di pregio di Roma o Milano, infatti, comporta per le finanze dell’italiano medio l’improponibile accantonamento di oltre 10 anni di stipendio, mentre a Berlino il sacrificio economico è limitato a 6,5 annualità. Persino nel cuore di New York, dove il prezzo medio al mq. si aggira intorno ai 21.000 euro, le annualità da investire per completare l’acquisto sono solo 6,2. (red – 5 mar)