Roma, 2 ott – La Repubblica Ceca sta vivendo un periodo di continua crescita, iniziato nel 1999 e in forte accelerazione dal 2003. Nel 2006 il valore del prodotto interno lordo ha raggiunto circa 115 miliardi di euro, con un incremento annuo del 6,4%. In termini reali, dal 1999 al 2006 il Pil ha registrato una crescita di oltre il 30%, confermata anche nel primo semestre 2007, con un incremento reale del 6% su base annua (+1,4% rispetto al primo trimestre 2007). Il maggior contributo è venuto dal settore automobilistico (+14,2%), dall’industria manifatturiera (+10,5%) e dal settore immobiliare (+11,3%). La crescita trova conferma anche nell’aumento dei consumi delle famiglie (+6.5% nel 2007 su base annua) e dei salari (+4,9% in termini reali nel 2007 su base annua). “Molte aziende italiane stanno scoprendo solo ora i forti vantaggi competitivi della Repubblica Ceca, dove il costo del lavoro e della vita è ancora ben inferiore agli standard italiani e della vecchia UE”, afferma Livia Romani, segretario generale della Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca. “Il paese è in grado di offrire tecnologia all’avanguardia – continua – in particolare nella meccanica, nell’elettronica e nel settore auto, personale altamente qualificato e multilingue, una pressione fiscale decisamente inferiore e una posizione strategica per servire l’Europa e gestire l’allargamento ai mercati dell’Est”. Un importante flusso di capitali si dirige soprattutto nel settore automotive (produzione di veicoli +34% nel 2005, +40% nel 2006). Al settembre 2006, sul territorio ceco si contavano circa 720 aziende a capitale italiano, attive in numerosi settori, con una maggiore attività nei settori immobiliare, industriale, turistico ed import-export di prodotti alimentari. Inoltre, aziende italiane si sono imposte con successo in settori generalmente in crisi, come ad esempio il tessile, che solo nel 2006 ha registrato oltre 4000 licenziamenti. Anche le esportazioni italiane riflettono il trend positivo: nei primi sei mesi del 2007 crescono in valore del 21% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, passando da 1,5 miliardi di euro a 1,8 miliardi di euro.
(Caf)