(11 mar) Il Worldstar Packaging Award, il premio più importante del settore imballaggi assegnato dalla World Packaging Organisation, si è tinto quest’anno di tricolore. La giuria della Wpo ha analizzato 265 progetti provenienti da 37 Paesi del mondo e assegnato riconoscimenti per i migliori lavori di stampa e packaging in 8 categorie. Nella categoria “Beverages” è stato premiato un lavoro di sovrastampa della Rotoprint (azienda di Lainate), che con il suo metodo unico consente di modificare graficamente qualsiasi imballaggio obsoleto, azzerando gli sprechi, facendo risparmiare le aziende, riducendo le tempistiche e preservando l’ambiente. Rotoprint Sovrastampa nasce nel 1987 ed è specializzata nel modificare graficamente imballaggi già stampati, siano essi in formati (tetrarex, combiblok, elopak, scatole microonda, astucci, blister, cluster, buste, sacchi) o in bobina con supporto mono o pluristrato (alluminio, carta, poliammide, polietilene, polipropilene, poliestere, sleeves, tetrabrik, etichette adesive in rotoli, eccetera). “Siamo orgogliosi di essere una delle due aziende italiane, accanto a una grande multinazionale come Tetra Pak, scelte per ricevere uno dei premi più importanti del mondo – commenta Gian Carlo Arici, fondatore e titolare di Rotoprint Sovrastampa –. La nostra è un’azienda familiare con 20 dipendenti, ma da oltre quarant’anni punta su creatività, affidabilità, innovazione continua e personalizzazione del servizio per ciascun cliente. Sono questi i punti di forza del Made in Italy nel mondo”. Rotoprint Sovrastampa mira a svilupparsi a livello nazionale ed internazionale attraverso partnership con realtà di altri Paesi, mettendo a disposizione il proprio know-how (coperto da brevetto internazionale) in fatto di ingegneria di prodotto e di processo e di gestione dei clienti, con grande attenzione agli incentivi che interessano gli investimenti in tecnologie sostenibili. Con la sovrastampa, infatti, gli imballaggi vengono riciclati al 100%. In quarant’anni di attività Rotoprint ha evitato che fossero mandati in discarica o all’inceneritore qualcosa come 800.000 Km di imballaggi, praticamente un viaggio di andata e ritorno dalla Terra alla Luna. (Red)