UNA MALEFICA LUNA D’AGOSTO TOSCANA
Nello scenario di una provincia toscana irreale, si muove la vicenda, piena di scontri e incidenti per un’eredità contesa, di una famiglia di origini fiorentine i cui numerosi membri presentano tutti caratteristiche di tipo animalesco. Al centro del racconto onirico di Cristina Guarducci, “Malefica luna d’agosto”, edito da Fazi, a metà tra il Calvino de I nostri antenati e le atmosfere di Trilogia della città di K di Ágota Kristóf, c’è Gaddo, uomo con le ali e creatura mostruosa, che porta su di sé i segni di un’antica tara destinata a tramandarsi di generazione in generazione. Attraverso mutazioni fisiche e metamorfosi interiori, a venir fuori da quest’intreccio originalissimo e pieno di colpi di scena sono in realtà le difformità umane, le qualità che caratterizzano ognuno di noi facendo di ciascuno una creatura speciale e unica.
L’autrice è riuscita, in questo libro leggero e allo stesso tempo profondo, a rappresentare in forma di favola il nostro mondo interiore trasponendolo con grazia ed eleganza in un racconto allegorico a sfondo esistenziale. (PO / Sis)
“UOMINI E LIBRI”, LE LEZIONI DI ANDREOSE
Decenni di vita editoriale a leggere, incontrare, consigliare autori tra i protagonisti del Novecento, da Moravia a Eco, da Sciascia a Bufalino, anche se il pensiero dominante, come per Don Giovanni, è il giovin principiante: nuovi talenti da scoprire e imporre. Lezione di maestri, quali Alberto Mondadori e Valentino Bompiani, aggiornata alle esigenze di un mercato in evoluzione. Cronache colorite dalle fiere del libro: Francoforte, New York, Londra, Parigi, Gerusalemme, dove la partita delle trattative si gioca su registri alterni di seduzione e bluff, ma anche di consolidati, mamichevoli rapporti fiduciari. E brevi, incisivi ritratti di scrittori, tra i più amati, come William Faulkner, Thomas Mann, John Steinbeck, Flannery O’Connor, Patricia Highsmith, Albert Camus, André Gide, Saint-Exupéry. Questo è “Uomini e libri” di Mario Andreose, edito da Bompiani. Andreose è stato direttore editoriale del Gruppo Fabbri, comprendente le case editrici Bompiani, Sonzogno, Etas e le edizioni scolastiche. Attualmente è direttore letterario della RCS Libri e collaboratore della “Domenica” del “Sole 24 Ore”. Proprio dalla collaborazione con la “Domenica” del “Sole” deriva in gran parte questa raccolta.(Sis)
“CRONACA DI UN AFFETTO” NEGLI ANNI DEL NAZISMO
Sette giorni che raccontano una storia. La storia di tre generazioni di donne: nonna, madre e figlia. Tre vite che si intrecciano, momenti che si richiamano gli uni con gli altri, passato e presente che convivono e accadono contemporaneamente. Le voci di queste donne gridano vita: le udiamo, bambine, strillare disperate; adolescenti, sussurrare parole d’amore; adulte, imprecare contro le bombe distruttrici sulla Germania nazista, cantare nenie che accompagnano il sonno e fanno dimenticare che la guerra ha portato via l’essenziale (il cibo, la casa, i padri). Nelle pagine di “Cronaca di un affetto” scritte da Annette Pehnt per L’Asino d’Oro edizioni, i piani temporali si sovrappongono e le voci delle protagoniste si riuniscono. Eppure, ciò che tra di loro si avverte è la distanza scandita da un assordante silenzio. Ciascuna è nascosta, arroccata dietro la propria incapacità di comunicare per davvero, di esprimere sentimenti, di parlare di sé con onestà. Così, nella malinconica danza degli addii, i segreti di famiglia se ne andranno e a restare sarà solo la Cronaca di un affetto. Annette Pehnt, tedesca di Colonia, ha ricevuto numerosi riconoscimenti letterari, gli ultimi dei quali, il Solothurner Literaturpreis e il prestigioso premio Herman Hesse, le sono stati riconosciuti per Cronaca di un affetto. (PO / Sis)
L’INVENZIONE DELLE ALI CONTRO LA SCHIAVITU’
Charleston, South Carolina, 1803. Quando per il suo undicesimo compleanno Sarah Grimké riceve in regalo dalla madre una schiava della sua stessa età di nome Hetty, cerca inutilmente di rifiutare quello che le regole vigenti impongono. Hetty anela alla libertà, soffoca tra le mura domestiche della ricca e privilegiata famiglia Grimké, vorrebbe fuggire lontano e Sarah promette di aiutarla. Come Hetty, anche lei è in qualche modo prigioniera di convenzioni e pregiudizi: in quanto donna non le viene permesso di realizzare il suo più grande desiderio, quello di diventare una giurista come il padre e i fratelli. Sarah sogna un mondo migliore, libero dalla schiavitù, che lei considera come un terribile abominio, e instaura con Hetty un rapporto speciale, insegnandole di nascosto a leggere e a scrivere nell’intento di aiutarla a emanciparsi. In “L’invenzione delle ali, romanzo che celebra il potere dell’amicizia e della solidarietà al femminile, Sue Monk Kidd, autrice di culto negli Stati Uniti, evoca il mondo di contrasti scioccanti del profondo Sud, ispirandosi alla storia vera di due pioniere del femminismo americano, donne anticonformiste e coraggiose che in tempi difficili e contro tutto e tutti hanno intrapreso un arduo e doloroso percorso personale che le ha allontanate dal loro entourage e dalla loro famiglia per potere restare fedeli ai loro ideali di uguaglianza e libertà.
(PO / Sis)