Perugia, 3 ott – “La presenza dei poteri locali, Regioni e realtà coinvolte nella cooperazione decentrata è determinante per la forte ripresa delle relazioni del ‘sistema Italia’ con l’America Latina. Una grande alleanza che prepariamo con questa e altre iniziative che confluiranno nella Conferenza del 16 e 17 ottobre, punto di svolta per il rilancio della presenza italiana nel continente latino-americano”. Il sottosegretario agli Affari esteri con delega per l’America Latina, Donato Di Santo, ha concluso con questa considerazione il seminario promosso da ministero degli Affari esteri, Regione Umbria, Cespi (Centro studi di politica internazionale) e Istituto Italo-Latino americano, che si è tenuto oggi a Perugia in vista della III Conferenza nazionale Italia-America Latina e Caraibi che si terrà a Roma nelle prossime settimane. Di Santo, che ha ricordato come la prima missione da sottosegretario sia stata per accompagnare la Regione Umbria e le altre regioni coinvolte nell’accordo di cooperazione con il Brasile, ha sottolineato: “Da tempo con la Regione Umbria condividiamo progetti, idee, metodologie di approccio: non buoni propositi ma passi in avanti per la nostra politica estera”. Il seminario di oggi, secondo il sottosegretario, “rappresenta una tappa fondamentale per la III Conferenza nazionale Italia–America Latina, alla quale per la prima volta parteciperanno capi di Stato e vicepremier, 14 ministri degli Esteri dei Paesi latino-americani, rappresentanti delle principali banche latino-americane. La presidente della Regione Umbria, Rita Lorenzetti, ha sottolineato durante il suo intervento al seminario che “lo sviluppo delle relazioni con l’America Latina, un continente nel quale c’è stata una elevatissima concentrazione di emigrazione italiana e con il quale esiste un indissolubile legame culturale e affettivo, costituisce un punto fermo della politica estera del governo italiano, punto fermo che recupera un ritardo e una sottovalutazione del passato che non dovranno più verificarsi”. La Conferenza nazionale di ottobre a Roma è chiamata, a giudizio della presidente, a sancire la “scelta irreversibile e strategica dell’Italia di sviluppare il partenariato con i Paesi del Sudamerica”. L’Umbria, piccola realtà, ha rilevato Lorenzetti, ha dato un contributo prezioso alla cooperazione decentrata nel periodo in cui questa “dopo gli anni bui delle dittature, ha intercettato la voglia di crescita di Paesi e istituzioni nuovi, desiderosi di consolidare la democrazia”. Al seminario, è stato illustrato, tra l’altro, l’accordo di collaborazione che la Regione Umbria porta avanti dal 2004, insieme alle Regioni Emilia Romagna, Marche, Toscana (alle quali si è unita lo scorso anno la Liguria) con la Repubblica federale del Brasile. “Una esperienza innovativa che ha coinvolto simultaneamente più amministrazioni regionali che hanno conferito all’Umbria il ruolo di capofila – ha spiegato Marina Cecilia Sereni, del Comitato di gestione del Programma Brasile – e che fa leva sul partenariato territoriale, cioè su quella pratica di governo e pubblica amministrazione che, coinvolgendo soggetti pubblici e privati, vuol favorire la coesione sociale ed economica tra territori”. Tra le ultime iniziative realizzate è stato ricordato lo svolgimento dell’edizione brasiliana di “Umbria Jazz” nel settembre 2006”:
(Caf)