Pordenone, 23 mar – Creare una sinergia per proporsi con maggior determinazione in Europa e manifestare i buoni valori mitteleuropei da far valere a Bruxelles. E’ l’impegno assunto dopo l’incontro tra il sindaco di Pordenone Claudio Pedrotti e una delegazione della Casa d’Austria e dell’Ordine di San Giorgio della famiglia imperiale d’Asburgo-Lorena. La storia di Pordenone è legata all’Austria. Nel 1221 i Babenberg, duchi d’Austria e Stiria, acquistarono diritti di dominio su Pordenone dai signori di Castello di Caporiacco, ma con l’estinzione della famiglia, attorno alla seconda metà del XIII secolo, Pordenone è contrassegnata dal dominio della Casa d’Austria, del re boemo Ottocaro II e dalle pretese della Chiesa di Aquileia. Alla fine del XIII secolo risale il protostatuto asburgico, con cui il duca Alberto I d’Asburgo, rafforza il proprio dominio, ma oltre a confermare diritti e privilegi conferiti dai duchi d’Austria e Stiria, li amplifica con l’esenzione di dazi e pedaggi nei territori asburgici che consentono lo sviluppo commerciale di Pordenone. Nel 1401 viene concesso il diritto a modificare lo stemma della città, oggi il medesimo, con i colori della Casa d’Austria, bianco e rosso. Nei primi anni del 1500 i poteri attribuiti al Capitano vengono ridimensionati per rafforzare la fedeltà alla Casa d’Austria e contrastare le mire di Venezia che comunque esercita la propria influenza a partire dal 1508 e nel 1537 divenne definitivo il dominio diretto della Serenissima che riconferma la validità degli antichi statuti e privilegi d’autonomia, codificati sin dal XIII secolo. Pordenone rimane, insieme al resto del Friuli e del Veneto, a Venezia. Caduta la Serenissima nel 1797 , per Pordenone iniziano alcuni anni di alternanza di dominio tra gli opposti schieramenti franco-italiani ed austro-russi. Qui termina l’influenza degli Asburgo poiché, dai francesi nel 1805 passa la Regno Lombardo Veneto nel 1815 e nel 1866 con la terza guerra di Indipendenza, diviene definitivamente italiana.
(red)