New York – Un settore interessante quello delle olive da tavola. Tre, attualmente, le cultivar che hanno la denominazione di origine protetta in Italia. Sono le dop: Nocellara del Belice, Bella della Daunia (nota come Bella di Cerignola) e Oliva tenera Ascolana. Altre varietà, intanto, si accingono a fregiarsi di questo ambito riconoscimento comunitario. Tra queste: Taggiasca nella provincia di Imperia e Savona, Itrana che si concentra nel basso Lazio, Majatica del Materano, Dolce di Rossano e Carolea in Calabria, Cellina di Nardò e Leccino del Leccese, Peranzana del Tavoliere, Tonda Iblea del Ragusano, Giarraffa di Paternò. È quanto sottolinea Unaprol (Consorzio olivicolo italiano). Gli ultimi dati Istat disponibili (riferiti al 2013), riportano una produzione di olive da mensa pari a circa 88.000 tonnellate. Il nostro paese si conferma il terzo produttore in ambito Ue, dopo Spagna e Grecia. L’analisi dell’export delle ultime campagne mostra una tendenza alla crescita. I principali paesi importatori sono gli Usa (25%), quelli dell’Ue (18%) e il Brasile (13%). (9colonne)