Mentre su WhatsApp e Facebook spopolano le emoticon, nascono sempre più siti pensati per chi vuole arricchire la propria presenza sui social network con immagini di qualità. Tra questi The Noun Project: un progetto e un sito web che aggrega e cataloga simboli del linguaggio visivo creati e caricati da graphic designer di tutto il mondo. Con sede a Los Angeles, il progetto è una sorta di libreria con milioni di simboli online (animali, cibo, azioni) con licenze che ne permettono il riutilizzo. Tra i graphic designer c’è anche l’italiano Enrico Chialastri – quarantenne romano – che ha pensato di rappresentare icone storiche. Il risultato? Un successo. Chialastri ha deciso di proporre i personaggi chiave del ‘900: Stalin, Ghandi, Saddam, Kennedy, Gorbaciov, Mandela, Che Guevara e molti altri (l’ultimo è un inconfondibile Salvador Dalí). “In questi ultimi anni la comunicazione si è molto vivacizzata e velocizzata e l’uso di icone per raccontare con pochissimi segni una storia risulta interessante – spiega il graphic designer che aggiunge: – esistono molti siti che offrono icone da utilizzare soprattutto sul web: ma attenzione, non sono le classiche emoticon che vengono utilizzate sulle chat. Non sono colorate ma in bianco e nero e si lasciano scaricare con facilità. Il sito a cui ho affidato le mie icone – precisa – è thenounproject.com, da questo sito si possono scaricare le icone gratuitamente con licenza creative common con attribuzione, o a pagamento senza l’obbligo di citare l’autore. Ad ogni icona che viene scaricata Nuonproject riconosce all’autore una piccola quota”. Visitando il sito si ci imbatte in un universo di simboli: “Nel sito è possibile trovare ogni tipo di icona (in una quantità spaventosa): da quelle che rappresentano cibi a quelle sportive o legate ad azioni come le classiche ‘apri chiudi cerca’” continua Chialastri. “In questo mare magnum di immagini ho pensato di rappresentare icone storiche: sono partito dal fatto che le immagini di personalità particolarmente rilevanti e mediatizzate sono diventate vere ‘icone’ che rappresentano altro oltre la vita del personaggio stesso, e ho provato a sintetizzare un personaggio con pochissimi tratti tale da essere riprodotto (e essere comunque riconoscibile) in una risoluzione di 50×50 px”. Il risultato è sorprendente, originale, singolare e soprattutto vincente: “In tanti scaricano i miei personaggi. Piacciono. Lavorare a questo progetto è stato per me piacevole e divertente. Oltre al fatto che mi ha dato visibilità. I contributi a Noun Project arrivano da ogni parte del mondo”. Una vera e propria curiosità arriva dei numeri. L’icona più scaricata è quella di Hitler anche se “gettonatissime sono pure le icone di Fidel Castro e Saddam Hussein”: “Difficile spiegare il perché – dice il creativo – credo comunque che Hitler sia tra i personaggi più mediatizzati del secolo scorso, del resto è stato il primo dittatore ad usare i media in maniera massiccia”. “Chi scarica da quel tipo di siti – conclude Chialastri – in genere lo fa per poter poi utilizzare le icone come navigazione nei siti web o nelle presentazioni o infografiche, ma faccio fatica a pensare che sia così per le mie”. Quello che è certo è che con la messaggistica di WhatsApp, Facebook Messenger – e non solo – oggi le immagini offrono un modo veloce e originale per comunicare, diventano parte integrante delle conversazioni quotidiane tra le persone. Secondo Swyft Media, 41,5 miliardi di messaggi e 6 miliardi di emoticon o adesivi vengono inviati in tutto il mondo ogni giorno su applicazioni di messaggistica mobile. E chissà forse la storia si può raccontare anche così. (Per scoprire di più: http://thenounproject.com/enrico.chialastri) (Gil- 25 mar)