Lo spostamento delle lancette un’ora avanti alle 2.00 del mattino, col il ritorno all’ora legale in programma durante la notte fra sabato e domenica, porterà, secondo gli esperti dell’Università La Sapienza di Roma, oltre 9 milioni di persone a provare un aumento del senso di fatica e dell’irritabilità, la comparsa di emicrania e insonnia. Oltre il 15% della popolazione soffrirà quindi per alcuni giorni di notevoli disagi dal punto di vista del benessere fisico ed emotivo. Inoltre si stima che un bambino su 2 accuserà disturbi del sonno a causa dell’ora legale. I sessanta minuti di sonno in meno saranno quindi estremamente deleteri per la salute degli italiani e gli effetti negativi colpiranno sia i “gufi”, le persone serotine che prediligono coricarsi alle ore piccole, sia le “allodole”, i mattutini che amano godersi le prime ore di luce del giorno. Secondo lo psichiatra Michele Cucchi, direttore sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano, ad influire sui processi fisici e mentali è la cronobiologia, una branca della biologia che studia i fenomeni ciclici negli organismi viventi e il loro adattamento ai relativi ritmi solare e lunare. Studi recenti hanno dimostrato inoltre che già di per sé la primavera è una stagione che per molte persone rappresenta un momento difficile da affrontare per i cambiamenti luminosi in atto. Questi fattori influiscono soprattutto su alcune tipologie di personalità molto sensibili, che talvolta iniziano a soffrire di un vero e proprio disturbo, chiamato dagli specialisti SAD, ovvero “Seasonal Affettive Disorder”, la temuta depressione stagionale i cui effetti stanno per essere acuiti proprio dal ritorno dell’ora legale in programma nella notte tra sabato e domenica: gli italiani che ne soffrono sono oltre 3 milioni e, nei casi più gravi, queste persone possono manifestare problemi ben più gravi come l’alcolismo e l’uso di sostanze stupefacenti.
“Questi disagi sono riconducibili alle variazioni della quantità di luce che assorbiamo nell’arco di una giornata – spiega Michele Cucchi –. Nervosismo, stanchezza, spossatezza, fatica nella concentrazione, flessione del tono dell’umore. L’effetto del cambio di orario può variare molto in ogni singolo individuo, soprattutto in funzione del loro essere costituzionalmente più ‘gufi’ o ‘allodole’, quindi più animali notturni, serali che prediligono lavorare e essere attivi alla sera, o al contrario, più sono tipi da ‘il mattino ha l’oro in bocca’ e quindi con una propensione a rendere maggiormente proprio nelle prime ore della giornata. A risentire di più del ritorno all’ora legale sono le persone cosiddette serotine, i ‘gufi’. Al contrario, in autunno, quando si passa all’ora solare, i più colpiti tendono ad essere le allodole. Queste difficoltà si osservano anche nelle persone sane, senza un disturbo del sonno di base o con un disturbo dell’umore, tipicamente connesso ai ritmi circadiani. Tipico di chi soffre di ansia e depressione riscontrare un peggioramento dei sintomi proprio in questo periodo dell’anno, momento in cui è sempre poco indicato fare cambi di terapia”. Inoltre esistono ulteriori e approfonditi studi che documentano altri drammatici effetti collaterali. Secondo recenti statistiche in questi periodi dell’anno aumentano notevolmente gli incidenti stradali, verosimilmente legati a una minore capacità di concentrazione e ad un maggior rischio quindi d’incorrere in disattenzioni fatali. Un qualità peggiore del sonno significa anche perdita di concentrazione e di produttività al lavoro; un recente studio sul Journal of Applied Psychology ha rivelato infatti che con l’ora legale si rileva un aumento esponenziale della quantità di tempo che le persone perdono navigando su siti d’intrattenimento, creando non pochi problemi a livello aziendale. Non esistono però solo problemi a livello psicologico: uno studio dell’Università del Michigan ha inoltre dimostrato che nel lunedì successivo all’introduzione dell’ora legale i casi di infarti aumentano del 25% rispetto a un giorno “normale”.
(26 mar – red)