“Al centro di questa celebrazione, che appare tanto festosa, c’è la parola che abbiamo ascoltato nell’inno della Lettera ai Filippesi: Umiliò sé stesso. L’umiliazione di Gesù. Questa parola ci svela lo stile di Dio e, di conseguenza, quello che deve essere del cristiano: l’umiltà. Uno stile che non finirà mai di sorprenderci e di metterci in crisi: a un Dio umile non ci si abitua mai”. Così Papa Francesco nella sua omelia. Questa mattina il Santo Padre Francesco ha presieduto, in Piazza San Pietro, la solenne celebrazione liturgica della Domenica delle Palme e della Passione del Signore. Al centro della piazza, presso l’obelisco, il Papa ha benedetto le palme e gli ulivi e, al termine della processione ha raggiunto il sagrato e celebrato la Santa Messa della Passione del Signore. Alla celebrazione hanno preso parte – in occasione della ricorrenza diocesana della XXX Giornata Mondiale della Gioventù, sul tema “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” – giovani di Roma e di altre diocesi. All’Angelus, il pensiero del Papa è andato alle vittime della sciagura aerea di martedì scorso, tra le quali vi era anche un gruppo di studenti tedeschi. La Domenica delle Palme introduce ai riti della Settimana Santa così Bergoglio ha lanciato un appello: “Durante questa Settimana mettiamoci sulla strada dell’umiltà, con tanto amore per Lui, il nostro Signore e Salvatore. Sarà l’amore a guidarci e a darci forza . E dove è Lui, saremo anche noi”. Francesco ha infatti ricordato che “C’è una strada contraria a quella di Cristo: la mondanità. La mondanità ci offre la via della vanità, dell’orgoglio, del successo… E’ l’altra via. Il maligno l’ha proposta anche a Gesù, durante i quaranta giorni nel deserto. Ma Gesù l’ha respinta senza esitazione. E con Lui, con la sua grazia soltanto, col suo aiuto, anche noi possiamo vincere questa tentazione della vanità, della mondanità, non solo nelle grandi occasioni, ma nelle comuni circostanze della vita”. (red – 29 mar)