Coverciano, 9 ott – Uno spettro si aggira per l’Europa. Anzi per l’Europeo 2008, le cui qualificazioni passano, per l’Italia, attraverso la sfida di sabato prossimo contro la Georgia. Lo spettro è, ovviamente, quello di Alex Del Piero, uno di quei calciatori destinati comunque a fare notizia: se gioca bene, se gioca male o se non gioca. Nel caso della partita del Marassi è proprio quest’ultimo caso a fare scalpore. Del Piero non è fra i convocati ed al centro tecnico federale di Coverciano non si parla d’altro. Persino il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete è intervenuto sul caso, che poi a ben vedere “caso” non è se non per la grandissima popolarità del numero 10 bianconero: “Non è la prima volta che Del Piero non viene convocato per una partita in nazionale – ha detto Abete – la scelta di non chiamarlo è una valutazione serena, fatta dal nostro tecnico, una scelta che va rispettata e che nulla toglie al valore del giocatore che è stato uno dei massimi rappresentanti del calcio italiano negli ultimi anni, uno dei simboli della Juventus che è risalita dalla serie B solo pochi mesi fa e che è stato uno dei protagonisti della vittoria del nostro ultimo mondiale”. Il numero uno della Figc non è entrato, ovviamente, nel merito della decisione di Donadoni, ma ha affrontato la questione a partire da una prospettiva di più ampio respiro: “Esiste nel nostro calcio, come in tante altre nazioni, un problema generazionale di ricambio tecnico e quindi ci sono elementi con oltre 30 anni che verosimilmente con il tempo dovranno lasciare spazio ad una nuova generazione di elementi. Sappiamo che un problema che comunque la nostra nazionale, con le scelte fatte dal nostro commissario tecnico, comprendiamo bene e su cui si lavorerà”. Sul caso Del Piero è poi intervenuto lo stesso Donadoni: “E’ difficile lasciare a casa tutti – ha detto – non solo Del Piero: nel mio lavoro di commissario tecnico dover lasciare a casa un giocatore, mandarlo in panchina o in tribuna è il compito più difficile. Ale deve dimostrare come tutti gli altri che è in condizione. A 33 anni si fa più fatica che a 27, ma le mie scelte non sono mai personali: tengono conto dell’equilibrio di un gruppo di 20 giocatori”. Qualcuno obbietta che la bandiera bianconera sabato avrebbe fatto comodo, ma l’ex centrocampista del Milan non ci sta: “Tutti fanno comodo quando ci sono. Del Piero ha fatto il suo fino a oggi, il fatto che non ci sia non cambia niente. Abbiamo parlato e ci siamo detti le nostre cose prima che uscissero sui giornali”. Ironia della sorte, è proprio il sostituto in azzurro ed in bianconero del campione di San Vendemiano, ovvero Vincenzo Iaquinta, ad avere in queste ore qualche problema fisico per una botta rimediata durante il match contro la Fiorentina di domenica pomeriggio. Lo staff medico della nazionale ha effettuato una risonanza magnetica che ha evidenziato un colpo al condilo femorale che ha generato anche un po’ di versamento. “Il ginocchio è gonfio, deve assorbirsi il versamento. Resto qui, speriamo bene”, ha detto l’attaccante ex Udinese, che aspetta le prossime ore per sapere se tornare a Torino o restare aggregato al gruppo. Per un campione che manca ed uno che forse tornerà a casa, ce n’è però un altro che è appena arrivato e che vuole rimanere a lungo: Riccardo Montolivo. “Questa mia convocazione – ha detto il giocatore viola – è il coronamento di un sogno che avevo da bambino. Una chiamata inaspettata che quindi mi ha dato una doppia felicità. Il mio sogno è di diventare il numero 8 della squadra nazionale, spero di realizzarlo presto. Dedico questa mia convocazione ai miei familiari, che mi sono stati sempre vicini”. Emozioni simili anche per Stefano Mauri. “Sono contento per questa convocazione – ha dichiarato il laziale – visto che pur avendo numerosi infortuni tra la fine dell’anno scorso e l’inizio di questa stagione ho capito di essere considerato dal c.t. A Genova dobbiamo vincere, ma vedo un gruppo motivato anche nei giovani che si sono aggregati ultimamente”. In tutto questo, in verità, emerge un grande assente: la Georgia. Il ct ha non a caso invitato a non sottovalutare l’avversario poco blasonato: “E’ una partita delicata e difficile contro una squadra che non ha niente da perdere e per questo motivo l’avversario mi preoccupa ancora di più”.
(Asc)