La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per la violazione dell’articolo 3 della Convenzione dei diritti dell’uomo, che prevede il divieto di tortura e trattamenti inumani e degradanti, per i fatti avvenuti nella Casera Diaz in occasione del G8 del 2001. Il Tribunale di Strasburgo riapre così una ferita che sembrava rimarginata, almeno nell’opinione pubblica, stabilendo che i trattamenti subiti dai manifestanti che pernottavano nella scuola messa a disposizione delle autorità genovesi per il G8 nel corso della perquisizione delle forze dell’ordine, sono passibili di essere qualificati come “tortura” proprio ai sensi dell’articolo 3 della Convenzione.
“RIVEDERE LA LEGISLAZIONE SULLA TORTURA” – La Corte nota anche come l’assenza di identificazione degli autori materiali delle violenze configuri anche un comportamento non collaborativo da parte della Polizia italiana nelle indagini successive ai fatti. Non solo: la Corte segnala anche l’inadeguatezza della legislazione penale italiana che non prevede sanzioni specifiche per il reato di tortura e non dispone di strumenti dissuasivi in grado di prevenire efficacemente la reiterazione delle violenze: un problema dunque di carattere strutturale che la Corte sollecita a risolvere al più presto.
LA RABBIA DI VICARI E CASARINI – E come ogni ferita che si riapre, il caso Diaz torna a bruciare nell’opinione pubblica italiana: brucia a Daniele Vicari, regista del docufilm ‘Diaz’, il fatto che “deve essere una entità esterna come la Corte di Strasburgo a spiegarci che a Diaz e Bolzaneto ci fu tortura, che tristezza”. Brucia per Luca Casarini, ex leader delle ‘tute bianche’ che a IntelligoNews commenta: “una sentenza che dopo 14 anni dimostra, anche dal punto di vista del diritto, ciò che storicamente era già accertato, ovvero che a Genova fu sospesa la Costituzione, ci fu uno stato di eccezione come quello che c’è nelle guerre, con un uso sistematico della tortura e con manifestanti trattati come nemici e come prigionieri”.
FDI DIFENDE LA POLIZIA – In difesa della Polizia accorre Fratelli d’Italia: “Vista l’immediata esultanza di comunisti e affini, è assolutamente importante evitare che la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo sui fatti della Diaz sia usata come un cavallo di Troia per un attacco indiscriminato alle forze dell’ordine che compiono con abnegazione, estrema correttezza e in condizioni difficili il loro lavoro” spiega Giovanni Donzelli, membro dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale e candidato governatore alle elezioni regionali in Toscana. Intanto comunque il disegno di legge sul reato di tortura continua il proprio iter in Parlamento: l’Italia aveva già in programma di adeguarsi alle normative internazionali sul punto. (Sis – 7 apr)