Roma, 10 ott – Marco Fedi, deputato eletto nella circoscrizione estera Africa-Asia-Oceania-Antartide, non potendo partecipare al “Seminario Italia-Australia: Ipotesi progettuali sul Museo delle Migrazioni”, tenutosi lunedì scordo presso l’Istituto diplomatico Mario Toscano di Roma, ha inviato il seguente contributo, dal titolo “Gli italiani sono ancora utili? A chi e come. La ricerca scientifica e la collaborazione universitaria”. “Desidero scusarmi per non essere riuscito a partecipare a questa iniziativa ma sono in Australia per le primarie del Partito democratico. Anche questo nuovo progetto di ‘architettura politica’ della rappresentanza può trasformarsi in occasione di incontro e scambio tra le forze politiche e contribuire a rafforzare i legami tra Italia e Australia. Ringrazio il viceministro Franco Danieli per quest’invito – prosegue Fedi – l’ambasciatrice Amanda Vanstone per la sua qualificata presenza, le Università ‘La Sapienza di Roma’ e di Adelaide per aver saputo cogliere l’importanza del tema delle migrazioni, che accomuna le esperienze dei nostri Paesi, sia sotto il profilo storico, che come grande questione culturale, sociale e politica dei nostri tempi. Un momento di discussione significativo anche in direzione di un rafforzamento dei rapporti bilaterali tra Italia e Australia, legato all’ambizioso ed entusiasmante progetto, seguito con dedizione da Norberto Lombardi, di realizzare una rete museale dell’emigrazione italiana nel mondo. Un’opportunità per conferire maggiore attenzione alle ‘migrazioni’, alle straordinarie opportunità di conoscenza, crescita e sviluppo che lo spostamento di persone nel mondo offre alle nostre società. E’ straordinario – sottolinea Fedi – che le facoltà di architettura di due prestigiose Università mettano al servizio di questo grande tema universale, globale, la loro capacità di ricerca, di analisi, di conoscenza e comprensione, e infine di progettazione”. “L’Italia – prosegue Fedi – è un grande Paese che può offrire, anche nei settori della ricerca, significative opportunità di collaborazione. L’Italia ed i nostri ricercatori, scienziati, tecnici e professionisti sono apprezzati nel mondo: per la loro originalità, preparazione e competenza. Gli italiani, quindi, per rispondere alla domanda posta nel titolo del mio breve intervento, sono certamente ancora utili. Più utili di quanto si creda e di quanto la limitatezza delle risorse autorizzerebbe a pensare. Vi è quindi una questione risorse che riguarda l’Italia, ma non solo”. Secondo il deputato dell’Ulivo “vi è un problema di coordinamento, di comunicazione e informazione, di saper fare squadra e quindi sistema. Per cogliere le opportunità del nostro tempo dobbiamo saper utilizzare la rete di presenza italiana nel mondo, attraverso le Università, le Regioni, le amministrazioni dello Stato: attraverso il sistema Italia nel suo complesso. E possiamo costruire – insieme – un percorso bilaterale Italia-Australia per superare alcuni degli ostacoli che ancora esistono per quanto riguarda il riconoscimento dei titoli accademici, le opportunità di estendere a Paesi come l’Australia i progetti di ricerca e di formazione a livello europeo, gli scambi a livello universitario, le borse di studio ed i progetti di ricerca aperti alla collaborazione con l’Australia, che è un Paese – conclude Fedi – la cui ricerca è all’avanguardia in molti settori. Sono certo che lavorando bene insieme possiamo contribuire ad avvicinare ulteriormente questi due grandi Paesi”.
(Caf)