“I nostri tre paesi, l’Algeria, l’Egitto e l’Italia, hanno un ruolo molto importante nei confronti della crisi libica innanzitutto perché siamo dei paesi vicini: l’Egitto e l’Algeria sono paesi confinanti, l’Italia è un paese vicino e abbiamo relazioni storiche, culturali ed economiche che si uniscono ai legami di tipo geografico”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, in occasione dell’incontro trilaterale avvenuto a Villa Madama con il collega egiziano Sameh Shoukry e il ministro algerino delegato per gli Affari maghrebini e africani, Abdelkader Messahel. “Abbiamo deciso insieme – ha precisato Gentiloni – di intensificare i nostri sforzi e il nostro lavoro comune per favorire l’attività che sta svolgendo l’inviato delle Nazioni Unite per cercare di stabilizzare la situazione in Libia, abbiamo deciso di intensificare il nostro lavoro comune per contrastare il terrorismo, anche condividendo il più possibile il patrimonio e le attività di informazione dei nostri tre governi. Certamente – ha continuato il ministro degli Esteri – le situazioni sono diverse: noi non abbiamo un confine diretto, i pericoli e le opportunità sono diverse; ma altrettanto chiaramente una Libia più stabile con un governo più inclusivo sarà un’opportunità di sviluppo e di pace per i nostri tre paesi ed è per questo che ci battiamo per raggiungerla”. “L’incontro di oggi è una testimonianza di come l’Italia, così come stanno facendo sia l’Egitto che l’Algeria, è impegnata a contribuire a un’evoluzione positiva della situazione e io sono confortato dal fatto che il presidente del Parlamento di Tobruk mi ha confermato il loro impegno per contribuire ad una soluzione inclusiva per la Libia con un governo di unità nazionale. È nel nostro interesse ed è un modo per far fronte ai rischi e alle minacce del terrorismo è anche un contributo che i nostri tre paesi possono dare alla stabilità del Mediterraneo che è anche una delle condizioni di crescita e di sviluppo economico”. (Paf – 8 apr)