Washington, 11 ott – E’ un grave strappo nelle relazioni tra Stati Uniti e Turchia quello causato dall’approvazione, da parte della Camera dei deputati americana, di una risoluzione che definisce ‘genocidio’ il massacro perpetrato contro gli armeni, durante la Prima Guerra Mondiale, dall’esercito ottomano. Il documento è stato approvato oggi dalla Commissione per le Relazioni esterne della Camera bassa statunitense, con 27 voti a favore e 21 contro. Nei prossimi giorni sarà votata in sessione plenaria dalla Camera dei Deputati, mentre una risoluzione simile sta per essere discussa anche al Senato degli Stati Uniti. Ieri, alla vigilia del voto, Bush aveva criticato il testo della risoluzione e aveva avvertito che un voto positivo avrebbe causato ‘un grave danno’ alle relazioni tra i due Paesi. “Ci dispiace enormemente – ha dichiarato ieri Bush – per la tragica sofferenza degli armeni, cominciata nel 1915, ma questa risoluzione non è la risposta corretta e la sua approvazione sarebbe un danno per le relazioni con la Turchia, un nostro alleato chiave nella NATO e nella guerra globale al terrorismo”. Secondo le stime, più di un milione e mezzo di armeni sono stati sterminati dall’Impero Ottomano tra il 1915 e il 1917, per costringere la popolazione a lasciare la Turchia orientale. Il governo turco non ha mai ammesso la strage etnica. Ancora oggi le leggi turche impediscono alla popolazione di parlare del genocidio degli armeni. Le reazioni turche all’approvazione della risoluzione sono state immediate. Il presidente Abdulà Gul ha dichiarato all’agenzia di stampa Anatolia che la decisone “è inaccettabile e non ha alcuna validità o rilevanza per il popolo turco”. E per rimarcare la rottura ha richiamato in patria Nabi Sensoy, ambasciatore turco a Washington. Da parte sue, Sensoy, prima del richiamo di Ankara, aveva espressamente chiesto alla presidentessa della Camera statunitense, Nancy Pelosi, di astenersi dal sottoporre la risoluzione al voto della Camera in sessione plenaria. Alla tensione scatenata dall’approvazione della risoluzione, si aggiunge quella dovuta all’incursione realizzata ieri dall’esercito turco nel nord dell’Iraq. Aerei turchi hanno bombardato posizioni dei ribelli curdi, mentre il Congresso di Ankara si prepara ad approvare un incursione militare terrestre contro la popolazione curda-irachena, nemico storico della Turchia nella battaglia per il controllo del Kurdistan. La Turchia, unico paese musulmano membro della NATO, è oggi un alleato chiave per gli Stati Uniti che attraverso il territorio turco riforniscono di armi i contingenti di guerra in Afghanistan e Iraq.
(Clr/Cog)