Doha, 14 apr – “In questo settore, più che mai, avvertiamo la necessità che la cooperazione internazionale con i nostri partner sia efficace, completa e tempestiva. Siamo perciò impegnati a promuovere la ratifica universale del Protocollo aggiuntivo contro il Traffico di Migranti della Convenzione contro la Criminalità Organizzata Transnazionale, il cui livello di ratifica è tuttora insoddisfacente, e ne sosteniamo i processi di implementazione negli ordinamenti dei Paesi più colpiti dal traffico di migranti. Incoraggiamo quindi tutti i Paesi a dare concreta attuazione alla Risoluzione sul traffico di migranti, che per la prima volta è stata adottata l’anno scorso dalla Commissione Crimine, proprio su iniziativa italiana, del Messico e dell’Australia”. Lo ha affermato il ministro della Giustizia Andrea Orlando, che guida la delegazione interministeriale italiana, ad un workshop sul traffico di migranti che si tenuto oggi a Doha nell’ambito dei lavori del 13.mo Congresso Onu per la prevenzione del crimine e la giustizia penale. “Abbiamo dunque un fondamentale interesse strategico a contribuire al rafforzamento della giurisdizione penale nei Paesi di origine e transito dei flussi migratori irregolari ed alla realizzazione di una cooperazione giudiziaria più efficace”, ha sottolineato il ministro. “Le nostre forze di Polizia e l’Autorità Giudiziaria hanno raggiunto un elevatissimo livello di efficienza, specializzazione e di competenza, ma questi traffici non possono sconfiggersi senza il comune senso di responsabilità politica, comune e condivisa, tra tutti gli Stati Membri”. “Le vicende degli ultimi anni – ha proseguito – mostrano che la gestione sostenibile del fenomeno migratorio è un grande tema che coinvolge le politiche per lo sviluppo socio-economico e la tutela dei diritti dell’uomo ed interpella la politica estera, l’ordine pubblico e la sicurezza ma anche e sempre più il sistema giudiziario. Il Governo italiano ha condiviso in sede europea il lancio di un dialogo strutturato con i Paesi di origine e transito, volto a favorire anche le condizioni per la realizzazione di iniziative e progetti concreti. In questo quadro, nel corso della Presidenza italiana dell’UE, abbiamo avviato il ‘Processo di Khartoum’ in occasione di una conferenza ministeriale svoltasi a Roma nel novembre 2014, che vede il coinvolgimento dell’Unione Europea e dell’Unione Africana, dei Paesi del Corno d’Africa, della Tunisia e dell’Egitto”. In conclusione, il ministro Orlando ha voluto sottolineare che “l’Italia accoglie ogni iniziativa che possa scaturire dal tredicesimo Congresso Crimine, tanto più che nelle prime fasi del Processo di Khartoum l’attenzione si concentrerà sul tema di maggiore attualità che è stato oggetto della Dichiarazione politica adottata dalla conferenza di lancio: la lotta al traffico di migranti e alla tratta. Il tutto in un contesto di grande concretezza e finalizzato ad attivare precisi progetti di cooperazione da finanziare con fondi europei, coinvolgendo anche UNODC. In questo contesto, l’UNODC sarà un partner chiave del Processo: la ratifica e l’attuazione dei Protocolli addizionali alla Convenzione di Palermo sulla tratta di esseri umani e sul traffico di migranti sono per noi prioritarie e saranno incoraggiate tramite il Processo di Khartoum. Desidero pertanto cogliere l’occasione dell’avvio dei lavori del Workshop tematico sui migranti per evidenziare il vivo interesse italiano a rafforzare la collaborazione con UNODC su tali obiettivi, anche in vista della riunione dello Steering Committee del Processo di Khartoum che si terrà al Cairo nei prossimi giorni”.
(red)